I ginecologi. Trojano (Aogoi): “Finalmente la verità sui presunti casi di malpractice”
È quanto ha affermato Vito Trojano, presidente dell’Associazione dei Ginecologi italiani (Aogoi) e consulente della Commissione parlamentare d’inchieste della Camera, che ha sottolineato come "i dati dell’indagine evidenziano un numero di punti nascita a volte eccessivo rispetto alla popolazione interessata, con quantità molto marginale di parti effettuati e spesso in strutture non dotate dei necessari standard di professionalità e dell’adeguato supporto tecnologico. Soprattutto si assiste ad una forte disomogeneità territoriale in particolar modo per quanto riguarda la percentuale di cesarei".
“Grazie ai risultati dell’indagine, coordinata dal nostro collega parlamentare, l’onorevole Benedetto Fucci – ha aggiunto Trojano – abbiamo una mappatura puntuale dei punti nascita che ci consente di fotografare le criticità riscontrabili sul territorio. Auspichiamo quindi che venga applicato in tutte le Regioni italiane quanto previsto dall’accordo raggiunto in Conferenza Stato Regioni nel 2010 che riforma il settore materno infantile e punta al riordino dei punti nascita”.
Per quanto riguarda i contenziosi giudiziari, i dati raccolti dalle Procure della Repubblica di tutta Italia hanno rilevato, negli ultimi anni, una crescita significativa, dei procedimenti penali per lesioni e omicidio colposo per casi di malasanità, presunta o meno, legati alla gravidanza e al parto, con un'alta concentrazione nel Mezzogiorno e scarsissima incidenza di condanne di personale sanitario.
“Tra i dati confortanti – ha sottolineato il presidente dell’Aogoi – vi è l’alto numero di archiviazioni riferibili all’attività medico-chirurgica: il 98,8 % dei procedimenti per lesioni colpose che sono arrivati a conclusione, sono stati archiviati. Ed anche il 98,8% di quelli per omicidio colposo che risultano conclusi sono stati archiviati. Rimane però la forte preoccupazione per il fenomeno della medicina difensiva che, da quanto emerge nella relazione, porta i medici ad attuare una ‘strategia’ utile a scongiurare la possibilità di mettere a rischio la propria professione. E così l’82,8% ha dichiarato di avere inserito in cartella clinica annotazioni evitabili”.
“In qualità di presidente dell’Aogoi, e come consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta – ha aggiunto Trojano – voglio esprimere la mia soddisfazione, per questa fruttuosa collaborazione tra società scientifiche e istituzioni. È la prima volta che una società scientifica e istituzioni realizzano un’indagine così attesa su tutto il territorio”.
Ci auguriamo ora, ha concluso Trojano che “l’interesse dei dati e delle considerazioni contenute in questa indagine saranno, come auspicato dalla Commissione, motivo di riflessione e ausilio per interventi finalizzati a rendere sempre più sicuro il percorso-nascita, sia per le istituzioni di tutti i livelli sia per gli addetti al settore”.
21 Dicembre 2011
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