I limiti delle attuali terapie anticoagulanti
Per contribuire alla gestione del carico crescente determinato dalla fibrillazione atriale (FA) e per fornire ai pazienti migliori possibilità terapeutiche per la prevenzione dell’ictus e dell’embolia sistemica, Daiichi Sankyo sta sviluppando un nuovo anticoagulante orale in monosomministrazione giornaliera, Edoxaban, che inibisce in modo specifico, reversibile e diretto il fattore Xa, un importante fattore della cascata della coagulazione. Edoxaban è attualmente oggetto di studio nei trials clinici ENGAGE AF-TIMI 48 per la FA, che coinvolge 21.105 pazienti inoltre 1.000 centri di ricerca in 46 nazioni, con il follow-up più lungo e il più ampio numero di endpoints primari predefiniti tra gli studi sui nuovi anticoagulanti orali (NOAC), e Hokusai-VTE, lo studio clinico di fase 3 più ampio sul trattamento e la prevenzione della del tromboembolismo venoso ricorrente, che coinvolge circa 8.250 pazienti in oltre 400 centri in 38 Nazioni.
“Il paziente iperteso più costoso – ha ricordato Massimo Volpe, presidente della Società Italiana di Ipertensione – è il paziente non trattato o trattato in modo insufficiente. Obiettivi chiave nell’ipertensione sono rappresentati da una buona compliance e da un inizio di trattamento precoce ed efficace, al fine di contribuire ad una riduzione delle morti cardiovascolari e dei costi correlati nel lungo termine. Da questo punto di vista la terapia con associazioni fisse ha già dimostrato una serie di vantaggi rispetto alle associazioni estemporanee e potrebbe determinare un significativo miglioramento della compliance riducendo il carico di compresse da assumere quotidianamente. Questo miglioramento potrebbe, a sua volta, aiutarci a raggiungere l’ambizioso obiettivo di tenere sotto controllo la pressione arteriosa nel 70% dei pazienti con ipertensione entro il 2015”.
30 Agosto 2012
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