Il documento finale degli psicologi insieme a Federsanità Anci e Cittadinanzattiva: “Collaboriamo per umanizzazione delle cure”
L’introduzione del concetto di “umanizzazione” nel campo della Salute, in particolare delle cure e relativi contesti, nasce all’inizio dalla esigenza di “mitigare” un approccio eccessivamente parcellizzato e centrato sulla malattia, nonché di attutire l’impatto crescente delle tecnologie. L’evoluzione delle discipline della salute ha tuttavia fatto emergere sempre di più l’esigenza, scientifica oltre che etica ed economica, di spostare il focus assistenziale dalla “patologia” alla “persona” nella sua interezza, secondo una più aggiornata visione biopsicosociale della salute e della malattia. Tutti i più recenti studi mostrano una maggiore efficacia di tale approccio e un più vantaggioso rapporto costi-benefici[1].
Pertanto sempre di più il concetto di umanizzazione da elemento complementare si sovrappone all’approccio integrato e interdisciplinare alla persona promosso dalla “patient-centred care”, facendo dell’umanizzazione la “capacità di rendere i luoghi di assistenza ed i programmi diagnostici terapeutici orientati quanto più possibile alla persona, considerata nella sua interezza fisica, sociale e psicologica”.[2]
In una recente ricerca tale concetto, in base alle fonti normative ed ai documenti internazionali e nazionali, è stato declinato con riferimento a temi come: “considerazione del paziente nella sua unicità, quale portatore di specifici bisogni, aspettative, esperienze; approccio olistico alla persona, benessere psico-fisico; evitare sofferenze e dolore non necessari; trattamento personalizzato; supporto emotivo e nelle cure; riduzione di paure ed ansie”.[3] A tali concetti spesso si associa quello di “empowerment” che, originato dai diritti civili anglosassoni, è stato fatto proprio e sviluppato dalla psicologia statunitense[4].
Si tratta di tematiche che implicano:
a) una diffusa e adeguata conoscenza e formazione sugli aspetti psicologici (soggettivi, relazionali, emotivi, comportamentali, comunicativi, ecc.) da parte di tutti gli operatori della salute;
b) il loro corretto utilizzo a livello di organizzazione sanitaria, sia negli aspetti strutturali che in quelli operativi e clinico-assistenziali;
c) la disponibilità di specifiche competenze psicologiche al fine di assicurare sia quanto indicato nei punti precedenti sia il necessario approccio interdisciplinare integrato ai bisogni dell’utenza ed interventi mirati, azioni di supporto agli operatori ed all’organizzazione
Tali tematiche e linee operative riguardano tutti i contesti legati all’assistenza ed alla cura a cominciare dai contesti ospedalieri, laddove gli aspetti di umanizzazione risultano più urgenti e pregnanti in relazione alle peculiari problematiche connesse alla ospedalizzazione[5]. Riguardano i Cittadini utenti del Sistema Sanitario così come i Professionisti che vi operano, nella consapevolezza delle interdipendenze tra benessere psicologico degli stessi, qualità nelle cure e soddisfazione degli utenti.
Poiché l’obiettivo dell’umanizzazione, già indicato in numerose leggi e normative nazionali, è stato stabilito significativamente – nel suo valore etico, scientifico ed operativo-organizzativo – come uno degli obiettivi globali oltre che specifica linea di lavoro nell’ambito del Patto per la Salute 2014-16 siglato da Governo e Regioni (art. 4), i soggetti convenuti al Convegno di Venezia promosso dall’Ordine degli Psicologi – tra i quali Federsanità Anci e Cittadinanzattiva – in relazione e nel rispetto dei diversi ruoli ed esperienze nel settore
– ribadiscono il proprio impegno allo sviluppo di forme diffuse di umanizzazione nei sistemi e contesti di cura, come elemento non complementare ma costitutivo e qualificante dei servizi per la salute. Rientrano in questo obiettivo azioni e strategie per il miglioramento del benessere organizzativo e degli Operatori sanitari, come elemento della qualità complessiva del sistema di cura;
– convengono sulla attivazione di forme di collaborazione al fine di sviluppare sia esperienze di rilevazione che di promozione di attività di umanizzazione che riguardino in particolare gli aspetti indicati nella prima parte del documento e che vedano l’applicazione dei punti a, b e c. La concretizzazione di tale collaborazione sarà declinata da specifici e conseguenti accordi applicativi.
[1] Lazzari, 2011, 2013, in pubbl.
[2] Tanese, Lamanna, Metastasio in Monitor, Agenas, n.3/13
[3] Ibidem
[4] Rappaport 1981.
[5] Vedi Documento di consenso italiano sulla Psicologia Ospedaliera, Marzo 2013.
21 Marzo 2015
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