Il futuro della privacy. I Garanti europei chiedono un diritto uniforme
Lo comunica una nota dell’Autorità Garante della Privacy italiana spiegando che “un mese fa la Vice Presidente e Commissaria per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, aveva chiesto alle Autorità di protezione dati europee un ulteriore contributo al processo di revisione della Direttiva 95/46, iniziato all'indomani dell'entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Oltre che sul ruolo delle Autorità di protezione dati e sulla loro cooperazione, la Reding si era soffermata sulla problematica relativa al cosidetto diritto applicabile, che costituisce uno dei punti cruciali della riforma del quadro giuridico comunitario”.
Nella lettera di risposta, i Garanti europei ribadiscono, in particolare, la necessità di un più alto livello di armonizzazione della normativa in materia di protezione dei dati personali allo scopo di pervenire ad una interpretazione ed un'applicazione uniformi. “L'obiettivo – spiega il Garante italiano – è quello di assicurare maggiore certezza giuridica a chi tratta dati personali e, al tempo stesso, garantire a tutti i cittadini europei lo stesso grado di tutela, indipendentemente dalla posizione geografica di chi usa i loro dati”. È proprio su questo aspetto che ha insistito il Garante privacy italiano, il quale – specifica la nota – in tutte le riunioni del gruppo si è anche espresso “a favore della presentazione da parte della Commissione di una proposta di regolamento tale da rendere immediatamente applicabile dagli Stati membri e in maniera uniforme la nuova disciplina in materia di protezione dati”.
“Il documento – conclude la nota del Garante italiano – sottolinea, inoltre, la necessità di rafforzare il ruolo delle Autorità per la privacy sia attraverso l'istituzione di un segretariato indipendente, che consenta una maggiore capacità di cooperazione e coordinamento in materia di privacy, sia rendendo più vincolanti gli atti adottati dalle stesse Autorità”.
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17 Novembre 2011
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