Inaugurato a Milano l’Istituto nazionale per la chirurgia dell’obesità. Oggi solo lo 0,4% degli obesi patologici ha accesso a strutture specializzate
In Italia quello dell’obesità è un vero e proprio allarme, rilanciato oggi stesso anche dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, durante la sua visita negli Usa. Sono, infatti, oltre 20 milioni gli italiani con problemi legati al peso e di questi circa il 10% può essere definita obesa. Sovrappeso ed obesità non risparmiano neanche la popolazione infantile: secondo i dati forniti dall’Istat, in Italia, tra i bambini di 8 anni, ben il 36% ha problemi di eccesso di peso. Il livello medio di questi tassi di prevalenza si mantiene più o meno stabile dal 2003-2005.
Dal punto di vista geografico, è sempre il Sud a presentare la maggiore prevalenza di obesità e sovrappeso ma, per la prima volta, si osserva un aumento di incidenza nel Nord-Ovest, area tradizionalmente a più bassa prevalenza, che supera quello del Centro.
“Nonostante lo scenario sia così allarmante, non sempre le strutture sanitarie risultano adeguate e pronte ad affrontare il fenomeno. Solo lo 0,4% degli obesi patologici italiani ha accesso a strutture in grado di intervenire anche a livello chirurgico nell’ambito di un approccio multidisciplinare, elemento imprescindibile alla luce della complessità e della natura multifattoriale della malattia – ha osservato Giancarlo Micheletto, Responsabile scientifico dell’Istituto Nazionale per la Chirurgia dell’Obesità – La chirurgia bariatrica, se eseguita nel rispetto dello stato fisico del paziente, rappresenta un’importante opportunità per tutti quei pazienti che hanno in precedenza fallito con altri trattamenti e terapie. Permette di ridurre la massa corporea e far sì che il peso raggiunto venga mantenuto nel tempo”.
Eppure su circa 1,5 milioni di soggetti obesi su cui si potrebbe intervenire efficacemente con la chirurgia, solo 6 mila nel 2008 hanno avuto accesso all’intervento (dati Ministero della Salute). Secondo Alessandro Giovanelli, Responsabile dell’Istituto Nazionale per la Chirurgia dell’Obesità, “l’esiguo numero di interventi, in aggiunta all’inadeguatezza di molte strutture sanitarie, induce a pensare che nel nostro Paese il problema dell’obesità non sia stato ancora affrontato con le stesse modalità con le quali dovrebbe essere affrontata qualsiasi patologia grave e fortemente invalidante”.
Una situazione a cui l’Inco si prefigge di offrire una soluzione. “Grazie alla stretta collaborazione con l’Istituto Clinico Sant’Ambrogio di cui fa parte, l’Inco mira a divenire un punto di riferimento per gli obesi di tutta la penisola”, ha affermato Francesco Galli, Amministratore Delegato dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio, spiegando che “la rete di strutture satellite dislocate in tutta Italia, tuttora in crescita, è infatti in grado di seguire il malato sin dalla fase diagnostica e poi durante l’eventuale follow-up, indirizzando alla sede milanese, e solo dopo attento esame, coloro per i quali la chirurgia bariatrica rappresenta la cura migliore. I centri esterni assicurano a tutti i pazienti, in particolare a quelli che provengono dalle regioni d’Italia più lontane, la continuità assistenziale e lo stesso livello di specializzazione e di eccellenza che caratterizza il Centro di Milano”.
Nel 2010 gli specialisti, che già dall’anno scorso operavano all’interno dell’Unità Ospedaliera afferente all’Istituto Clinico Sant’Ambrogio, hanno effettuato 220 interventi. Alla fine del 2011 l’attività sarà cresciuta a 500 interventi, dei quali il 30% su pazienti provenienti da Fuori Regione. Sul totale interventi nel 41% dei casi si è trattato di By pass gastrico, nel 33% di Bendaggio, nel 15% di Sleeve gastrectomy e nell’11% dei casi si è proceduto con palloncino endogastrico.
L’obiettivo per il 2012, con la nuova struttura, è di effettuare complessivamente 650 interventi, a fronte di una previsione di circa 2.500 visite diagnostiche.
Infatti, non per tutti gli obesi la chirurgia bariatrica rappresenta la cura migliore: prima dell’intervento i pazienti vengono sottoposti a tutti gli esami necessari per valutarne l’idoneità; il percorso clinico diagnostico prevede una giornata di pre ricovero che consente anche di stabilire la tipologia di intervento più adatta al caso specifico.
Il centro dispone di un nuovissimo reparto con 12 posti letto accreditati con il Ssn e realizzato “a misura di paziente obeso”. La stessa attenzione è riscontrabile nei settori diagnostici dotati di apparecchiature (ad esempio le diagnostiche radiologiche) in grado di sostenere pesi maggiori.
26 Ottobre 2011
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