Influenza. Dalla Società di Igiene le 5 regole utili a contrastarla
Le 5 regole anti-influenza della SItI
1. Igiene delle mani sempre. Essendo un veicolo di diffusione, occorre lavarle con acqua e sapone o detergenti a base alcolica più volte nell’arco della giornata
2. Mettere le mani davanti alla bocca e al naso, o se possibile un fazzoletto pulito, quando si tossisce o si starnutisce per evitare la propagazione dell’agente patogeno
3. Se si è malati, occorre rimanere a casa a riposo, evitare di viaggiare, di andare al lavoro o a scuola. In questo modo si limitano non solo le possibilità di contagio con altre persone, ma si riduce anche il rischio di complicazioni e infezioni concomitanti da parte di altri batteri o virus
4. I rimedi della nonna vanno bene, ma non sono un farmaco. Tra questi ci sono le bevande calde come brodo, thè o latte con il miele, che aiutano anche a reidratare l’organismo dai liquidi persi con la febbre, e le spremute di arance che garantiscono apporto di vitamina C
5. Non solo anziani e categorie professionali. Il vaccino antinfluenzale, come indica anche la Circolare del Ministero della Salute, è raccomandato, tra gli altri, per bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza, e per le donne che all'inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza
I virus influenzali hanno un elevato grado di instabilità genetica, e questo determina la comparsa continua di varianti con potenziale epidemico e, più raramente, pandemico. I tipi virali responsabili dell’influenza sono due: A e B. “Il virus di tipo A – spiega Paolo Bonanni, Coordinatore del Gruppo Vaccini della SItI – circola attualmente nell’uomo con due sottotipi: H1N1 e H3N2. Il virus di tipo B non possiede sottotipi, ma comprende due lineages con corredo antigenico distinto: Yamagata e Victoria. In generale, il virus A circola in Europa maggiormente rispetto al virus B, e determina spesso i casi con maggiori complicanze. Tuttavia i dati delle stagioni influenzali dal 2003-2004 al 2012-2013 – continua Bonanni – riportano che il virus B è stato dominante (60%) nella stagione 2005-2006 e che in altre tre stagioni vi è stata importante co-circolazione di virus di tipo A e B, talvolta (come in modo molto rilevante lo scorso inverno) con una non perfetta corrispondenza del ceppo B vaccinale con quello circolante. Per tali ragioni è cruciale che ogni candidato alla vaccinazione riceva il migliore vaccino disponibile: quadrivalente (con due ceppi A e due ceppi B) per i più giovani, e invece il vaccino adiuvato o intradermico per i soggetti più anziani”.
Gli operatori sanitari dovrebbero dare il buon esempio ed aderire alla vaccinazione anti-influenzale. Ma “c’è un dato imbarazzante – ricorda Carlo Signorelli, Presidente della SItI – di cui prima o poi dovremo occuparci, il fatto che solo il 15% degli operatori sanitari si vaccina contro l’influenza causando un danno a loro stessi, un cattivo esempio esterno ma soprattutto l’aumento del rischio di contagio nei pazienti in cura, alcuni dei quali appartenenti a categorie ad alto rischio. Se la moral suasion continuerà a non avere effetto bisognerà pensare nell’immediato futuro a misure più energiche e forse anche di natura coercitiva. Nella stagione 2015/16 c’è stata una lieve ripresa delle coperture negli anziani dopo l’anno peggiore del caso Fluad 2014/15. Serve un impegno congiunto per invertire un pericoloso trend negativo. Tra queste: offerte su più larga scala, informazione ai cittadini e al personale, e incentivi ai medici di famiglia legati la raggiungimento delle coperture ottimali”.
La SItI sottolinea quindi che “i vaccini autorizzati dalle autorità regolatorie nazionali, e tra questi anche quelli contro l’influenza, sono prodotti sicuri che vengono sottoposti a una serie di controlli accurati. Gli esami vengono effettuati durante la produzione (controlli di qualità e studi clinici), quindi prima dell’autorizzazione all’immissione in commercio, per la verifica degli standard previsti dalle autorità internazionali (OMS e, per quanto riguarda l’Unione Europea, EMA – Agenzia Europea Valutazione Medicinali) e nazionali. Oltre alla sorveglianza che precede l’autorizzazione alla immissione in commercio ed il rilascio dei lotti, vengono sottoposti a controllo ogni anno anche i vaccini già presenti sul mercato, in modo tale da verificare che corrispondano ai requisiti posseduti al momento del rilascio e sono verificate e controllate anche le segnalazioni relative a difetti di qualità, effetti collaterali, reazioni ed eventi avversi da vaccinazione. Attualmente – ricorda la Siti – esistono in commercio vaccini trivalenti, contenenti gli antigeni relativi ai due sottotipi A e a un solo virus B (o Victoria o Yamagata), e uno quadrivalente capace di proteggere non solo dai due ceppi del virus A (H1N1 e H3N2), ma anche da entrambi i ceppi B (Victoria e Yamagata)”.
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17 Novembre 2016
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