Innovazioni in cosmetologia: dalle alghe alla polvere di pietre preziose
“Oggi – ha spiegato Carla Scesa, Docente a contratto di chimica dei prodotti cosmetici all'Università Cattolica di Roma e di cosmetologia all'Università degli Studi di Siena e alla Scuola internazionale di medicina estetica Fatebenefratelli di Roma – vanno molto di moda le innovazioni di texture, cioè nella ‘tessitura’ delle creme, che è un po’ l’equivalente dell’eccipiente in farmaceutica. Sono state realizzate delle texture molto sensoriali e anche molto funzionali, nel senso che riescono a veicolare meglio i principi attivi”. Applicate sulla pelle, danno una sensazione molto piacevole e allo stesso tempo riescono a far aumentare, come dimostrato da appositi test in vitro, su colture cellulari, l’efficacia dei principi attivi, perché riescono a veicolare in profondità quantità maggiori di principio attivo. A questo si aggiunge anche una grande “sensorialità”, ossia la capacità di agire sui neurotrasmettitori.
Sieri e BB Cream.Tra i nuovi prodotti troviamo poi i sieri, ed anche le BB Cream, che prendono il nome da Blemish Balm (cioè creme che tolgono le imperfezioni, che le mascherano visivamente). “Sono molto importanti – ha detto Scesa – soprattutto adesso che andiamo incontro ai primi caldi perché queste creme cambiano proprio l’apparenza della pelle e rappresentano soluzioni tecnologicamente molto avanzate”.
Anti-ageing.Sempre sulla breccia c’è poi la grande famiglia degli anti-radicali liberi che combattono i processi di invecchiamento. Quasi tutte le piante li producono; tra quelle mediterranee il pino marittimo, il pomodoro (licopene), il resveratrolo dell’uva, tutti i carotenoidi delle piante colorate: “Il mix tra l’in e l’out, cioè l’assumerli come integratori e spalmarli come crema è eccellente e rappresenta una nuova frontiera della cosmetica. Molte piante vengono usate in tal senso, dall’aloe vera al tè verde”.
Alghe e derivati marini.Altre innovazioni sono rappresentate dalle alghe e da tutta la chimica del mare mutuata dalla cultura orientale e giapponese. “Molti derivati marini – ha aggiunto Scesa – hanno azioni interessanti nel campo ad esempio dell’idratazione. Ci sono poi le piante che vivono in condizioni estreme, in Siberia, come nei deserti, ricche di sostanze biostimolanti, quali la rhodiola rosea, che si usava anche come antifame e oggi si viene adottata in cosmetica. Ha azione emolliente, idratante, antinvecchiamento”. E tra i nuovi meccanismi d’azione usati in cosmetica, troviamo la carnosina, una piccola molecola naturalmente presente nei muscoli, nel cervello. Insomma nelle strutture che devono durare più a lungo.
Pietre preziose.Un altro campo molto di impatto è l’impiego di pietre preziose nei cosmetici. Funzionano? “In alcuni casi funzionano davvero – ha concluso Scesa – perché contengono oligoelementi, derivati minerali che sono sostanze che catalizzano delle reazioni biochimiche: lo zinco funziona molto bene per combattere la caduta dei capelli, il magnesio, il potassio, il calcio sono tutti oligoelementi inorganici che stimolano processi di riequilibrio. Le pietre vengono macinate in polveri finissime e incorporate all’interno delle creme, dove rilasciano questi oligoelementi. Sono forse nate come una boutade di marketing ma alla fine all’interno di queste creme ‘preziose’ ci sono sostanze che funzionano davvero, quali la tormalina, il citrino e lo smeraldo”.
18 Maggio 2012
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