L’intervento del neo segretario nazionale Andrea Filippi
"Negli ultimi anni – ha proseguito – le Autorità di governo regionale e nazionale continuano a dare risposte alla crisi essenzialmente di tipo tecnico gestionale, con l'unico obiettivo di contenere e controllare la spesa pubblica: in particolare i piani di riordino ospedaliero, la definizione degli standard ospedalieri del DM 70/2015, i decreti governativi del 2016 sull'appropriatezza prescrittiva e nuovi LEA, hanno determinato un progressivo razionamento delle prestazioni erogate".
Nella stessa direzione – ha aggiunto – si è mossa la riduzione del costo del personale sanitario con blocco del turn-over che ha causato la perdita di circa 50 mila operatori sanitari dal 2009 al 2016. Tutto ciò ha innescato un diffuso precariato di lavoro medico e infermieristico con disagi professionali e assistenziali difficilmente quantificabili".
"Oggi abbiamo un compito difficile, ma fondamentale, stimolare la partecipazione dopo anni di blocco contrattuale e di politiche di accentramento decisionale. Oggi noi Fp-Cgil Medici e Dirigenti sanitari – sottoliena il neo segretario nazionale – siamo qui per rivendicare il diritto al coinvolgimento nei processi organizzativi, per rivendicare la legittimazione e l'autonomia della nostra professione, per stimolare la condivisione e la partecipazione per il raggiungimento di una rinnovata unità degli operatori sanitari. Siamo qui per rivendicare il diritto alla contrattazione".
"La professionalità e la competenza clinico-gestionale dei Dirigenti medici e sanitari, sono una risorsa che, dopo anni di mortificazione, deve essere valorizzata per il rilancio del sistema sanitario pubblico. E' necessario, oggi, avviare un percorso di partecipazione democratica di chi con sacrifico e dedizione lavoro quotidianamente nei servizi", ha detto ancora Filippi, sottolienano come "un grande passo in avanti è stato fatto con l'accordo del 30 novembre siglato da CGIL, CISL E UIL per l'avvio della contrattazione nel pubblico impiego dopo anni di blocco, sono state poste le basi di una nuova grande stagione partecipativa, nella misura in cui, nell'accordo viene invertito il rapporto tra la legge, la legge brunetta, ed il contratto che al contrario valorizza la compartecipazione sindacale nell'organizzazione del lavoro".
"Inoltre, l'accordo del 30 novembre, sancisce definitivamente il superamento del precariato anche in sanità attraverso processi di stabilizzazione del comparto e della dirigenza; è dei giorni scorsi l'applicazione di questo accordo, con la circolare n 3 del 23 novembre 2017. Questo accordo, nonostante sia stato siglato durante la campagna referendaria, e successivamente minato nel testo unico del pubblico impiego dalla legge Madia, rappresenta per noi uno strumento fondamentale per rilanciare, nel rinnovo contrattuale, il valore delle nostre competenze", ha rimarcato Filippi.
"Ma ora il governo fa melina, l'atto d'indirizzo per la dirigenza medica e sanitaria si è smarrito nelle stanze dei ministeri, il rinnovo contrattuale non è stato ancora finanziato, cosi come il fondo sanitario nazionale rimane al di sotto della media europea e all'ultimo posto dei paesi del G 7, l'aumento nominale previsto di 1 miliardo, è in realtà inferiore ai 400 milioni, del tutto inadeguato a garantire i nuovo LEA, l'innovazione organizzativa, il ricambio generazionale, lo sviluppo e la valorizzazione delle risorse umane, a fronte del continuo saccheggio delle risorse accessorie che da anni si perpetua nelle nostre tasche", aggiunge l'esponente sindacale, che sottolinea come in questi mesi si stia "assistendo ad un teatrino indecente: Prima Regioni e Governo litigano per definire chi dovrebbe finanziare il rinnovo contrattuale. Poi tentano di scatenare una guerra tra i lavoratori, proponendo la solita e nauseante tesi della coperta corta, per cui il rinnovo contrattuale di un comparto leverebbe soldi all'altro, quando sono 10 anni che fanno cassa con i nostri soldi. Infine, e questa è la cosa inaccettabile, scatenano la cittadinanza contro i lavoratori, sostenendo che il rinnovo contrattuale leverebbe soldi al finanziamento dei servizi e dei nuovi Lea".
Da qui nasce lo sciopero del 12 dicembre e da qui le inziiativa che la Cgil Medici e dirigenti Ssn porterà avanti anche per "rafforzare le alleanze, perseguire l'unità dei lavoratori, ricercare quel patto con la cittadinanza ed i comuni vero fulcro della riforma sanitaria", ha concluso Filippi.
01 Dicembre 2017
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Dislipidemie, come cambia la gestione del colesterolo LDL: la nuova Intelligence Review di QS Pro Gold

Caregiver. Via libera della Camera: riconosciuta la figura, arrivano contributo economico e tutele

Contratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novità

Riforma Professioni sanitarie. Il Ddl delega arriva in Aula alla Camera. Più tutele in ambito penale e civile, nuove regole su formazione e ordini. Ma resta il nodo sul reintegro dei sanitari no vax

Schillaci a Gimbe: "I tagli invisibili da 18,8 miliardi non compaiono nei bilanci, sono solo uno scenario ipotetico". E rivendica: "In questi anni il Fondo sanitario è cresciuto di 17,5 miliardi"

Da Ema via libera a 12 nuovi farmaci. Tra questi il primo trattamento orale per l'acne inversa

Contratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novità

Dislipidemie, come cambia la gestione del colesterolo LDL: la nuova Intelligence Review di QS Pro Gold

Contratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora aperta

Ecco i migliori ospedali specializzati al mondo 2027 per Newsweek. Italia protagonista: dal Gemelli al Bambino Gesù, Ieo, Monzino, Besta e Rizzoli