La novità. Fili invisibili e riassorbibili invece del bisturi
I fili di sospensione, oggi disponibili in versione riassorbibile (acido polilattico), dopo essere stati ottimizzati per la loro funzione, riescono a dare una sospensione ottimale dei tessuti, opponendosi alla forza di gravità e agli anni che passano, senza dover ricorrere, o quanto meno permettendo di rimandare di diversi anni, l’invasività del bisturi e del lifting: quando cominciano i primi cedimenti del collo intorno alla mandibola, i cosiddetti “bargigli”, questi fili riescono infatti a riposizionare verso l’alto i tessuti molli del volto, in maniera poco traumatica.
Vantaggi. Vengono inseriti con un ago e quindi non necessitano di punti e la procedura può essere fatta tranquillamente in anestesia locale e rientra quindi tra i trattamenti di medicina estetica, non chirurgici. I fili in acido polilattico si riassorbono dopo 6 mesi circa, ma la loro azione viene mantenuta per un anno e mezzo o due grazie alla fibrosi che si crea intorno al filo e che consiste nella deposizione di fibre collagene, un sorta di cicatrice lineare, completamente invisibile perché all’interno del tessuto che contribuisce a mantenere il posizionamento dei tessuti.
L’intervento inoltre si può ripetere: mentre prima i fili erano in prolene, quindi permanenti e non riassorbibili adesso essendo riassorbibili consentono di ripetere la procedura.
“Questi nuovi fili – ha spiegato Emanuele Bartoletti – hanno delle piccole ‘campane’ che permettono di ancorarsi tra i tralci fibrosi del tessuto connettivo sottodermico; possono essere inseriti più in profondità, fatto che li rende sono meno visibili in superficie, e hanno una maggior compatibilità. Se l’intervento è ben eseguito non c’è rischio di ematomi o sanguinamenti ed è assolutamente compatibile con i limiti mini-invasivi della medicina estetica. E’ una tecnica molto ben ‘standardizzata’. Per trattare il terzo inferiore, ad esempio, il filo si inserisce parallelo alla linea mandibolare fino all’angolo della mandibola e poi un altro filo viene inserito in direzione verticale verso l’orecchio, in maniera tale per cui i tessuti vengono ‘raggruppati’ verso il centro del filo: la parte superiore serve per l’ancoraggio, mentre la parte inferiore serve invece per la trazione dei tessuti verso l’alto.
Controindicazioni . “I fili riassorbibili hanno un margine di sicurezza decisamente importante – ha aggiunto Bartoletti – perché non sono state descritte complicanze degne di nota (ovviamente se il trattamento è ben eseguito), il risultato è assolutamente valido ed efficace da un punto di vista estetico”.
Unica controindicazione: non possono essere utilizzati nelle pazienti che in precedenza si sono sottoposte a trattamenti con filler permanenti.
I costi. Dipendono dal numero di fili che si utilizzano: un filo costa 200 – 300 euro e se ne mettono da 2 a 6. Questa tecnica di risospensione si può associare ad altri trattamenti ‘ridensificanti’: l’azione dei fili può essere prolungata se ci si sottopone a dei trattamenti con radiofrequenza, che aumenta la fibrosi, mantenendo nel tempo l’effetto del filo.
Sono allo studio anche dei fili dedicati appositamente per il corpo, ma sono ancora nella fase di studio: sono stati proposti per il seno, per l’interno delle braccia e delle cosce.
23 Maggio 2014
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