Lanzarin: “Allentiamo la tensione sul fronte della carenza di medici lavorando sul solco del documento approvato dalle Regioni”
“Si tratta di andare nella direzione di allentare la tensione sul fronte della carenza di medici, che è una priorità assoluta, lavorando sul solco del documento approvato dalle Regioni italiane all’unanimità e inviato tempo addietro al Ministro della Salute. Altre Regioni, come la Toscana, si sono già mosse in questo quadro con semplici delibere. Noi abbiamo scelto la via dell’inserimento nel pdl ordinamentale anche per dare più solennità alle scelte fatte che, così, sono di tutto il Consiglio Veneto”. Così l’assessore alla Salute del Veneto, Manuela Lanzarin, commenta in una nota il via libera al Pdl 115 – disposizioni di adeguamento ordinamentale 2022 in materia di politiche sanitarie e sociali, compresi due emendamenti presentati dalla Giunta, e contestati dall’Opposizione, che per far fronte alla carenza dei medici prevedono un forte convolgimento degli Specializzandi e dei medici che frequentano il corso di formazione specifica in medicina generale.
“Per la medicina territoriale – argomenta Lanzarin – viene autorizzato un incremento del massimale di scelte degli incarichi temporanei di assistenza primaria assegnati ai medici in formazione specifica in medicina generale. Sia chiaro che si tratta di medici a tutti gli effetti, laureati e abilitati, pur senza la specializzazione che, come più volte ribadito, saranno seguiti da dei tutor lungo tutto il percorso come previsto per legge. Le Aziende, di fatto, potranno prevedere nelle convenzioni per incarichi temporanei un massimale di scelta fino a un massimo di mille assistiti per il primo anno, e di milleduecento assistiti per gli anni successivi al primo. Per quanto riguarda i medici iscritti al corso di formazione specifica in Medicina Generale, oltre al mantenimento della borsa di studio, è stato, è, e sarà, interamente garantito, sin dalla prima applicazione (2020), il compenso previsto dall’Accordo Collettivo Nazionale della Medicina Generale composto da quota capitaria e relative indennità”.
“Sul fronte del Sistema di emergenza-urgenza – prosegue l’assessore – è prevista la proroga fino al 31 gennaio 2024 di contratti a tempo determinato, di rapporti in convenzione o di altre forme di lavoro flessibile. Inoltre, le attività documentate da un numero di ore equivalente ad almeno quattro anni di servizio del personale medico del servizio sanitario nazionale a tempo pieno, anche non continuative, potranno essere maturati fino al 30 giugno 2022 e nei quindici anni precedenti presso i servizi di emergenza-urgenza ospedalieri del servizio sanitario nazionale. Si prevede, inoltre, che, per il triennio 2022-2024, i laureati in medicina e chirurgia abilitati, anche durante la loro iscrizione ai corsi di specializzazione, possano prestare servizio, al di fuori dell’orario dedicato alla formazione, a supporto dei servizi di emergenza-urgenza ospedalieri tramite contratti libero professionali”.
“I medici in formazione avranno tutti il tutoraggio. Si discuta pure, ma su basi veritiere”. “I giovani medici iscritti alla Scuola di formazione specifica in medicina generale che decideranno di entrare nel sistema sanitario territoriale durante la formazione saranno inseriti tutti, nessuno escluso, in un sistema di tutoraggio che li supporterà nel cammino formativo e professionale. Sostenere il contrario, come ho visto fare sulla stampa di oggi da parte di esponenti dell’opposizione, è scorretto, perché falso”, ha poi aggiunto il giorno dopo l’approvazione l’Assessore Lanzarin, sottolineando com “anche il Comitato Scientifico della Scuola di Medicina Generale, avallando la scelta dell’aumento del massimale, attraverso uno specifico gruppo di lavoro ha inoltre previsto la formulazione di percorsi di tutoraggio a tutela del percorso formativo”.
“Come Giunta e come maggioranza – aggiunge l’Assessore – abbiamo fatto ciò che serviva in emergenza per dare una risposta a necessità reali e urgenti. Si può anche dissentire, perché è il sale della democrazia, ma va fatto su basi veritiere. Così invece – prosegue – non solo si finisce per delegittimare giovani medici, che lo sono a tutti gli effetti perché hanno alle spalle un percorso di anni di studio, una laurea in medicina e chirurgia e un’abilitazione a esercitare, ma si rischia anche di innescare dubbi nella popolazione. Assicuro ogni cittadino veneto – dice ancora l’Assessore – che l’assistenza fornita da questi giovani e volonterosi professionisti sarà la migliore, anche grazie alla figura del tutor, che tutti avranno”.
“Mi auguro – conclude – che, se si deve discutere, lo si faccia su basi di verità ma soprattutto che, in un momento così difficile, si sappia fare squadra per il bene della gente”.
18 Maggio 2022
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