Lazio. Settimana di iniziative al Policlinico Umberto I
A diffondere i numeri p il Policlinico Umberto I di Roma, che in occasione della XIX Giornata Mondiale Alzheimer ha promosso, per la settimana dal 21 al 28 settembre, una serie di iniziative rivolte a pazienti, familiari e tutti coloro che sono coinvolti nella malattia e che si svolgeranno presso il Centro Alzheimer del Policlinico (I Clinica Medica, piano terra, stanza 18).
“Il paziente affetto da demenza di Alzheimer – ricorda una nota del Centro – è un paziente che, pur mantenendo le funzioni motorie integre risulta completamente disabile per cui presenta la necessità di cure specifiche e costanti, volte a mantenere le abilità residue. Nel nostro Centro operano medici geriatri, medici specializzandi in geriatria, infermieri, psicologi, sociologi e terapisti della riabilitazione cognitiva, i quali eseguono valutazioni di I e di II livello, gestiscono il malato sia sul piano terapeutico che assistenziale, effettuando controlli periodici dei pazienti ed incontri con i familiari e i caregivers finalizzati al contenimento psicologico, al sostegno sociale e all’informazione sulle problematiche connesse all’evoluzione della malattia. Di fronte a questa vera e propria emergenza sanitaria – conclude la nota – vi è la necessità di sostenere, anche attraverso l’informazione, la preparazione di personale sempre più qualificato e specializzato nell’assistenza di questi malati; importante è anche la formazione per le famiglie che si occupano delle persone affette da malattia di Alzheimer; sarebbe un’ottima soluzione se anche le badanti fossero opportunamente addestrate ad affrontare le specifiche patologie del loro assistito al fine di ottenere una migliore fruizione dell’assistenza stessa, riducendo i costi ed evitando gli sprechi. L’offerta assistenziale, in una società in cui la popolazione anziana ha un peso notevole, deve prevedere sempre di più proposte adatte a pazienti affetti da patologie croniche ed invalidanti, è questo l’unico modo per il controllo della loro qualità di vita e per impedire l’ospedalizzazione indiscriminata degli anziani fragili, nonché la loro precoce istituzionalizzazione”.
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21 Settembre 2012
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