Leucemia linfocitica cronica. Tutti i risultati dell’immunoterapia con GA101
Nel GA101 sono state modificate specifiche molecole di zucchero (con tecnologia GlycoMAb) per cambiarne l’interazione con le cellule del sistema immunitario, con l'obiettivo di aiutare il sistema immunitario a eliminare le cellule tumorali dall’organismo. Inoltre, in quanto anticorpo anti-CD20 di tipo II, il GA101 si lega al CD20 con lo scopo di uccidere direttamente ed esclusivamente le cellule tumorali. Il farmaco in combinazione con clorambucil ha mostrato una significativa riduzione dell’86% del rischio di progressione della malattia, recidiva o morte. Inoltre, la lunghezza del periodo in cui il paziente viveva senza peggioramento della malattia (mediana della sopravvivenza libera da progressione, PFS) è più che raddoppiato (23 mesi rispetto a 10,9 mesi, HR = 0,14, 95% IC 0,09-0,21, p <0,0001) rispetto al clorambucil in monoterapia. Idati completi, ovvero il confronto tra rituximab più clorambucil e clorambucil in monoterapia, sono stati presentati in una sessione orale al 49° meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) di Chicago.
Il CLL11 è uno studio di fase III, multicentrico, in aperto, randomizzato e a tre bracci, teso a indagare il profilo di sicurezza ed efficacia sia del GA101 in associazione a clorambucil, sia di rituximab in associazione a clorambucil, rispetto a clorambucil in monoterapia, in 781 pazienti non precedentemente trattati, affetti da leucemia linfocitica cronica e comorbidità (in questa analisi sono inclusi 589 pazienti e ulteriori 192 pazienti sono stati arruolati per permettere l’imminente confronto diretto tra GA101 e rituximab, entrambi in associazione a clorambucil). Lo studio è stato condotto in collaborazione con il German CLL Study Group (GCLLSG). L'endpoint primario dello studio era la sopravvivenza libera da progressione con endpoint secondari quali la percentuale di risposta globale (ORR), la sopravvivenza globale (OS), la sopravvivenza libera da malattia (DFS), la malattia minima residua (MRD)e il profilo di sicurezza. In particolare, i dati dello studio CLL11 hanno dimostrato quanto segue:
– L’aggiunta di GA101 a clorambucil ha portato a una riduzione statisticamente significativa del rischio diprogressione della malattia o di morte dell’86% (HR = 0,14, valore p = <0,0001);
– La sopravvivenza libera da progressione di malattia (PFS) mediana è migliorata di più di un anno, da 10,9 mesi per clorambucil in monoterapia a 23 mesi per GA101 più clorambucil;
– L'aggiunta di rituximab a clorambucil ha ridotto significativamente il rischio di progressione della malattia odi morte, durante il follow-up dello studio, del 68% (HR = 0,32, valore p = <0,0001);
– La PFS mediana è stata di 10,8 mesi per clorambucil rispetto a 15,7 mesi per rituximab più clorambucil;
– A oggi, non può essere effettuato alcun confronto formale tra i bracci GA101 e rituximab, in quanto ilnumero di eventi PFS richiesti per l’analisi formale non è ancora stato raggiunto;
– Non è stata rilevata alcuna nuova segnalazione di sicurezza né per il GA101 né per il rituximab.
I più comuni eventi avversi (EA) di grado 3/4 per il GA101 sono stati le reazioni correlate all’infusione (IRR) e una riduzione della conta ematica di determinati globuli bianchi, cioè dei granulociti neutrofili (neutropenia).L'incidenza e la gravità delle IRR sono diminuite drasticamente dopo la prima infusione e non sono state segnalate IRR gravi oltre la prima infusione;.
– Gli eventi avversi più comuni nel braccio rituximab sono stati le infezioni e la neutropenia.
“Le persone affette da leucemia linfocitica cronica, in particolare gli anziani e coloro che presentano ulteriori problematiche cliniche, hanno bisogno di nuove opzioni di trattamento”, ha affermato Sandra Horning, MD, Global Head, Clinical Development Hematology/Oncology. “Da ematologo credo che il GA101 potrà ampliare in futuro le opzioni di trattamento per le persone con leucemia linfocitica cronica e ci auguriamo di continuare a lavorare con la FDA e le autorità sanitarie di tutto il mondo, nel tentativo di portare presto il GA101 a chi ne ha bisogno”.
Sulla base dei risultati dello studio CLL11, sono state presentate le richieste di autorizzazione alla commercializzazione all'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e alla Food and Drug Administration (FDA).
La FDA ha assegnato al GA101 il “Breakthrough Therapy Designation”, si tratta di un iter accelerato che la FDA assegna ai farmaci destinati a curare malattie gravi, per garantire che i pazienti vi abbiano accesso nel più breve tempo possibile.
04 Giugno 2013
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