Li Bassi (Aifa): “Non possiamo affermare che in Italia ci siano prezzi più bassi dei farmaci”
Il problema delle carenze, ha spiegato Li Bassi, è stato riaffrontato anche dal cda di dell'Agenzia Europea del Farmaco (Ema). "E' una situazione che non si è mai verificata a livello europeo" e "tantissimi Paesi riportano questo problema, da nord a sud da est a ovest. Non solo l'Italia, ma anche Spagna, Portogallo, Francia, Olanda, Norvegia, Austria, Slovenia".
"Tutti riconoscono che sta aumentando in modo esponenziale e in tutti i paesi e non abbiamo la percezione giusta delle ragioni che portano a questa dinamica". Si è ipotizzato vi fosse all'origine un problema di differenze di prezzo tra paese e l'altro, "ma di sicuro questa non è l'unica causa". Si era inizialmente pensato che a determinarlo, in Italia, fosse stato il fatto che i farmaci da noi hanno prezzi più bassi di altri Paesi, "ma allora dovremmo essere solo noi ad avere il problema. Invece non è così". Insomma, spiega Li Bassi rispondendo a Farmindustria: “Non possiamo dire che in Italia abbiamo i prezzi più bassi, tutti in Europa lo dicono”.
"Stiamo cercando, a livello europeo, di effettuare un'analisi delle cause. Ci sono", ha concluso il direttore generale Aifa, "dinamiche che dobbiamo comprendere, e stiamo cercando di farlo".
Il Dg Aifa ha poi tracciato la rotta dell’Agenzia: “Riuscire a comprare più salute a parità di risorse puntando su appropriatezza e allineamento dei prezzi laddove ci siano differenze”.
“È banale ridurre a una questione di prezzo il problema delle carenze dei farmaci. Se dipendesse dal solo fatto che in Italia secondo alcuni costano meno, e per questo i prodotti spariscono dal mercato nazionale, non si spiegherebbe il perché in Svizzera, dove costano tanto e ci sono le sedi di molte multinazionali, ne mancano oltre 500. Può essere una delle ragioni ma non è certamente l’unica causa”. Ha dichiarato poi Li Bassi in una nota post Assemblea.
“Voglio rassicurare i pazienti. Le agenzie regolatorie hanno dei meccanismi di monitoraggio e riescono a creare reti di tutela. I casi in cui la mancanza di un farmaco genera un reale disagio sono una parte davvero minoritaria sul totale registrato come carente, e comunque resta un fatto il più delle volte temporaneo. Esistono quasi sempre farmaci equivalenti o valide alternative terapeutiche. Il problema delle carenze però esiste ed è molto complesso, riguarda soprattutto la produzione, ma anche questioni legate alla distribuzione. Noi lavoriamo perché oltre le alternative esistenti, per me un paziente che va in farmacia e non trova il farmaco richiesto è una sconfitta del sistema. Il nostro Ministero della Salute ha aperto un tavolo proprio per fornire risposte ai dubbi e alle carenze registrate in Italia, ma se analoghi problemi sono registrati in Spagna, Portogallo, Francia, Olanda, Norvegia, Austria, Slovenia allora è forse il caso di intervenire anche a livello europeo. Ci sono dinamiche che dobbiamo comprendere prima di fornire soluzioni di lungo periodo e per tutto il mercato”.
04 Luglio 2019
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