Liberalizzazioni e farmacie rurali: i commenti di Racca, Orlandi e Gizzi
"Permettere ai corner dei supermercati e alle parafarmacie di vendere anche i /armaci con ricetta medica significherebbe stravolgere il sistema attuale e privare della farmacia gli abitanti dei piccoli centri. Oggi il titolare di una piccola farmacia si accontenta di guadagnare poco, pur di maturare un punteggio per poter vincere, a concorso, una sede migliore. Chi potrebbe costringerlo a continuare a rimanere lì, a garantire il servizio, sapendo che potrebbe aprire un esercizio farmaceutico in un grande centro urbano ed essere presto equiparato a una farmacia vera e propria? In quel caso gli abitanti dei piccoli centri, e in particolare gli anziani, rimarrebbero senza farmacia".
"Si parla tanto dei problemi delle parafarmacie, esercizi collocati nelle zone commercialmente più redditizie e di proprietà, per la maggior parte, di società di capitale o di gruppi commerciali. Nessuno sembra preoccuparsi dei cittadini, di quel milione e trecentomila persone che abitano nei 2000 comuni con meno di 1500 abitanti che, in caso di liberalizzazione, rimarrebbero senza farmacia. Questo perché i titolari delle piccole farmacie rurali, che oggi garantiscono il servizio con grande sacrificio, 24 ore su 24, di notte e nei giorni di festa, in caso di liberalizzazione sarebbero i primi ad andarsene, per trasferirsi nelle zone più ricche e tenere aperto solo negli orari più redditizi".
"La fuoriuscita di farmaci con ricetta dalle farmacie significa dissestare un sistema a rete, erogatore di servizi sanitari, che ha garantito e garantisce da sempre un essenziale riferimento per la vita dei cittadini. Le farmacie comunali, che operano con un forte profilo sociale, saranno colpite irrimediabilmente da tali provvedimenti insieme alle farmacie dei centri minori che non avranno più la possibilità di sopravvivere, impoverendo di fatto collettività già isolate. Le farmacie comunali garantiscono servizi in territori socialmente delicati e sono un riferimento per le popolazioni più deboli a cui dedicano attenzioni e servizi che verrebbero a mancare qualora i bilanci non fossero ritenuti dai proprietari, ovvero i Comuni, sufficientemente in equilibrio”.
Articoli correlati:
04 Maggio 2011
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Le Poste come i Cup anche in Lombardia. L’annuncio di Bertolaso

Riforma medicina generale. Scotti (Fimmg): “Sbagliato il metodo e il merito. Curare non è una catena di montaggio”

Ebola. Ministero Salute attiva la sorveglianza sui rientri dalla RDC e dall'Uganda. Obbligo di comunicazione per le Ong e i cooperanti

Ebola. L'Oms conferma l'emergenza internazionale: "Rischio alto a livello regionale, 51 casi confermati nella Rdc e due in Uganda"

Disabilità. In Gazzetta Ufficiale il Terzo Piano d’Azione: sette linee di intervento per l'inclusione

Hantavirus. L'Iss fa il punto: "Rischio per l'Italia molto basso, ma attenzione ai roditori"

Hantavirus. Il focolaio sulla nave da crociera e l’Argentina come epicentro silenzioso di un'epidemia che uccide un malato su tre

Aviaria H5N1. Primo caso di trasmissione da gatto domestico a uomo. Lo studio dei Cdc: "Veterinario asintomatico, ma con anticorpi"

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Hantavirus. Dubbi sulle modalità di trasmissione. Nel 2020 uno studio argentino parlava di aerosol