M5S: “Con tagli da 20 miliardi alla sanità Meloni si paga le armi”

 “L’ultimo rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe esposto questa mattina dal Presidente Cartabellotta sottolinea quello che diciamo da tutta la legislatura: mentre il governo Meloni si vanta di record inesistenti sulla sanità, la sottopone a tagli invisibili per quasi 20 miliardi e fa ricadere gli insostenibili costi – economici e non solo – su cittadini ed enti locali. Considerando i finanziamenti in rapporto al Pil, infatti, siamo tornati ai livelli del 2010 e secondo Gimbele manovre del governo Meloni hanno fatto mancare 18,8 miliardi alla sanità pubblica. E le cose non miglioreranno, dal momento che si prevede che per il prossimo triennio saranno necessari 32 miliardi aggiuntivi per finanziare la sanità senza gravare sui cittadini.

Per lo stesso triennio, il governo aveva previsto di spendere oltre 20 miliardi per la Difesa, solo momentaneamente scesi a 14, ma comunque una cifra colossale rispetto al definanziamento della sanità e ai salari reali in costante calo, letteralmente divorati dall’inflazione. In pratica, con i tagli alla sanità Meloni si paga le armi. E i problemi non finiscono qui, perché la discrepanza tra il Fondo sanitario nazionale e la spesa sanitaria effettiva fa sì che le Regioni dovranno coprire 7,6 miliardi nel 2027, 10,7 miliardi nel 2028 e 14 miliardi nel 2029, con l’ovvia conseguenza che si troveranno a scegliere tra aumentare le tasse e tagliare i servizi. In entrambi i casi, a pagare saranno i cittadini, già strozzati dalla spesa out of pocket e dall’aumento dei ticket e della spesa per le assicurazioni sanitarie. Non sorprende, dunque, che un italiano su dieci rinunci alle cure, altro chiaro segnale del clamoroso fallimento del governo Meloni sulla sanità”.

Lo scrivono in una nota i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Affari Sociali di Camera e Senato.

07 Ottobre 2026

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