Ma Lombardia e Bolzano annunciano ricorso. Boccia e Speranza: “Ordinanze vanno rispettate”
Lo stesso in Lombardia dove il presidente Attilio Fontana ha chiarito che, se la decisione del governo non cambierà, anche la sua Regione presenterà ricorso.
Speranza: “Rispettare ordinanze per non perdere controllo del contagio”. "Le ordinanze sono costruite sulla base di dati oggettivi e indirizzi scientifici. Hanno la finalità di contenere il contagio in una fase espansiva dell’epidemia. Per questo rispettarle è decisivo se non si vuol perdere il controllo del contagio", ha scritto in serata in una nota il ministro della Salute, Roberto Speranza.
Fontana: "Ho chiesto al ministro di ripensarci". "Non condividiamo la scelta di inserire la Lombardia in zona rossa per cui, qualora dovesse arrivare questa ordinanza, proporremo ricorso", ha detto Fontana. "Ho chiesto al ministro Speranza di ripensarci – ha aggiunto Fontana – e invieremo delle accurate note per spiegare le motivazioni della nostra opposizione. Sono stato cauto e ho preteso sempre il rispetto delle regole. Tuttavia ritengo fortemente penalizzante questo scenario, che darebbe un colpo devastante a una grossa fetta dell'economia lombarda".
"Più volte ho chiesto al Governo di rivedere i parametri perché basati su dati vecchi, in questo caso del 30 dicembre che, oltretutto, non tengono conto di importantissimi indicatori a noi favorevoli, come per esempio l'Rt sull'ospedalizzazione. Purtroppo non abbiamo ancora ricevuto risposta", ha concluso Fontana.
Kompatscher: "Assurdo passare da giallo a rosso". "Sono rimasto abbastanza sconcertato, visto che attualmente siamo zona gialla. Anche il ministro Speranza mi ha confessato di essere sorpreso", ha detto il presidente Arno Kompatscher.
E intanto,sulla base di una valutazione dell'Azienda sanitaria altoatesina, la giunta provinciale durante una seduta straordinaria ha deciso di non inasprire le limitazioni attualmente in vigore. Kompatscher firmerà in serata un'ordinanza. L'assessore Thomas Widmann ha parlato di una "valutazione sbagliata e inaccettabile" che "penalizza chi, come noi, fa molti test".
Boccia: “No polemiche, ma collaborazione”. Le restrizioni previste per i prossimi giorni sono l'ulteriore sacrificio chiesto agli italiani sulla base di evidenze scientifiche che indicano una recrudescenza dei contagi in tutta Europa. L’Italia sta reggendo bene ma deve essere ancora paziente, coesa e forte. Sono restrizioni che nessuno di noi vorrebbe mai stabilire perché gravano su milioni di persone stremate ormai da quasi un anno di sacrifici. Si tratta di misure che non solo servono a contenere l'aumento dei contagi ma a proteggere le nostre reti sanitarie che con gli eccezionali medici e infermieri ci stanno difendendo e curando senza sosta. Abbiamo il dovere di mettere in sicurezza l'unico strumento certo che ci farà uscire dalla pandemia: il vaccino. Oggi abbiamo superato il milione di vaccini somministrati, è un primo passo; la campagna di vaccinazione per essere efficace deve essere condotta con la massima sicurezza. Il sistema delle regioni e delle autonomie è sempre stato esemplare nella sua correttezza istituzionale e nel rispondere con senso di responsabilità all'emergenza nazionale. E la prova è la mobilitazione sulle vaccinazioni per la quale tutte le regioni, nessuna esclusa, siamo un modello a livello europeo. Prova ne è il milione di vaccinazioni che pone l'italia oggi prima in Europa, in quello che consideriamo però solo una buona partenza. Pur comprendendo i disagi, i sacrifici e in molti casi anche i drammi di coloro che sono chiamati a resistere all'ennesima prova, il governo esprime l'auspicio che la collaborazione leale con i territori non venga meno assicurando ogni intervento possibile e straordinario per alleviare le sofferenze delle comunità. Siamo certi che non verrà meno il senso delle istituzioni che sinora ha contraddistinto l'azione delle regioni. Siamo all'ultimo miglio e possiamo tagliare il traguardo solo insieme e condividendo le ragioni di scelte scientifiche e politiche fatte nell’esclusivo interesse della protezione della salute e della difesa della vita. Le misure previste dal governo sono ad esclusiva tutela della salute di tutti. La zona rossa serve a proteggere la salute degli italiani, non è un giudizio o una pagella. Andiamo avanti senza polemiche ma collaborando come sempre". Lo scrive su Facebook il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.
15 Gennaio 2021
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