Mandelli (Fofi): “I decreti ci sono, ora applichiamoli”
“In una fase in cui il prezzo dei medicinali scende costantemente non è pensabile affidare la remunerazione del servizio soltanto al margine commerciale e, di converso, l’evoluzione della sanità italiana chiede ai farmacisti che operano sul territorio di collaborare con altre prestazioni alla tutela della salute” prosegue Mandelli. “A questo inducono sia la necessità di spendere di più e meglio nell’assistenza territoriale sia l’andamento demografico della nostra società: la terza per invecchiamento della popolazione dopo il Giappone e, per un’incollatura, la Germania”.
Secondo la Fofi, che quella della Federazione degli Ordini fosse la linea “più razionale e vantaggiosa per tutti”, lo provano anche le vicende europee: la Francia e persino la Gran Bretagna, che stanno attribuendo alla farmacia maggiori funzioni sociosanitarie, e in Svizzera è allo studio la possibilità di attribuire al farmacista il ruolo di gatekeeper (custode) dell’accesso alle prestazioni sanitarie.
“Dobbiamo dunque ringraziare chi ha compreso e appoggiato questa innovazione, a cominciare dal ministro della salute professor Ferruccio Fazio – conclude Mandelli – ma dobbiamo essere consapevoli che è ora che comincia il nostro lavoro quotidiano per rendere concreta e operante la farmacia dei servizi. Un obiettivo al quale devono concorrere tutti i farmacisti italiani, perché si tratta del nostro futuro”.
20 Aprile 2011
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