Mangiacavalli (Ipasvi): “Preoccupati e delusi dalle richieste delle Regioni”
La Federazione Ipasvi ha guardato un po’ oltre i semplici dati, dando fiducia alle promesse di reintegro di organici ormai ridotti ai minimi termini (di infermieri ne mancano almeno 20mila per rispettare gli obblighi di orario di lavoro europei e altri 30mila per realizzare veri servizi a livello di territorio), ma ci è stato detto che per ora è meglio basarsi solo sulla normativa vigente".
"Bene. Fin qui il ragionamento è filato senza troppi ostacoli. Senonché ora le Regioni hanno gettato tutto il lavoro alle ortiche e basandosi su uno storico che si sarebbe dovuto abbandonare, tornano ai vecchi numeri di fabbisogno. Anzi, nell’ottica di una spesa sempre più da ridurre e di un numero sempre maggiore di disoccupati, precari e sottoccupati da sanare, puntano perfino al ribasso. Siamo preoccupati. E anche delusi. Preoccupati perché la richiesta di infermieri è sempre più forte, come dimostrano i recenti studi Censis e del nostro Centro studi basati sul rapporto sulla forza lavoro dell’Istat: gli italiani in un anno hanno chiesto oltre 12 milioni di prestazioni infermieristiche per le nuove cronicità, la non autosufficienza e i bisogni sul territorio e le hanno pagate più di 6 miliardi di tasca propria, mentre a erogarle avrebbero dovuto essere proprio le Regioni. Delusi perché due anni di lavoro e di ragionamenti sembra non siano serviti a nulla. Nemmeno a far capire a chi ne dovrebbe fare tesoro che il modello di assistenza sta cambiando”, ha concluso Mangiacavalli.
25 Maggio 2017
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