Mangiavalli (Ipasvi): “I risparmi del Ssn sulle spalle di chi ci lavora”
“E come abbiamo sottolineato chiedendo un intervento urgente del Governo – prosegue Mangiacavalli – il livello inferiore dei servizi in queste Regioni ha come cartina di tornasole quelli che la Banca d’Italia definisce ‘significativi flussi di mobilità’, che in realtà altro non sono se non la ricerca dei pazienti di soddisfare i propri bisogni sanitari. I tagli lineari che, nonostante impegni e garanzie assunti dai diversi governi di agire con meccanismi di spending review per incidere su inefficienze e inappropriatezze hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare i provvedimenti normativi, dimostrano la miopia e la mancanza di coraggio dei diversi decisori istituzionali e politici”.
“Con questo meccanismo – continua – stiamo depauperando patrimoni professionali e competenze, due elementi determinanti se vogliamo veramente introdurre in sanità modelli organizzativi e funzionali innovativi che, favorendo il lavoro interprofessionale, possano essere garanzia di sicurezza e appropriatezza del sistema salute, nel rispetto del diritto fondamentale sancito dall’art. 32 della Costituzione”.
“Occorre infine – conclude Mangiacavalli – che la misurazione e valutazione degli esiti delle cure non restino solo speculazione accademica e teorica di pochi, ma diventino modalità ordinaria del necessario lavoro di equipé che si deve realizzare in sanità. Se non passiamo dal ‘si dovrebbe fare, si potrebbe fare’ all’‘abbiamo fatto’, dobbiamo essere consapevoli, come sistema salute, di far venire meno il mandato valoriale e deontologico che accomuna le professioni sanitarie”.
27 Maggio 2015
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