“Se saranno confermati i fatti, si tratta di una vicenda inqualificabile”. È questo il primo commento di Ignazio Marino, presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale sulla vicenda del primario di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell’ospedale Careggi accusato di peculato, corruzione, concussione, falsità ideologica in atti pubblici e abuso d’ufficio.
“È chiaro – aggiunge Marino – che un intervento deciso del Ministero della Salute è urgente: non possiamo lasciare che sia la magistratura da sola a controllare poche mele marce che discreditano i tanti medici virtuosi del nostro Servizio Sanitario Nazionale. La proposta di mediazione sull'intramoenia allargata che il Ministro Balduzzi sta preparando, a giudicare dalle prime informazioni che circolano, è chiaramente insufficiente. Fuori dalle mura ospedaliere, senza controlli e regole chiare, continueremo a permettere a pochi medici disonesti di lucrare sulla salute dei loro pazienti, oltre ad allungare in maniera intollerabile le liste d'attesa negli ospedali pubblici”.
L'applicazione della legge 120 del 2007 sulla libera professione intramoenia – conclude Marino – non può più essere rimandata. I tanti professionisti della sanità che operano con trasparenza, sanno che questa legge permette di assicurare ai pazienti la continuità di cura e la presenza costante del medico in ospedale. Oltre a ciò, il medico mantiene il diritto alla libera professione, con i vantaggi economici che ne derivano. L'alternativa è lasciare tutti liberi di fare ciò che vogliono a scapito della salute dei pazienti e dell'universalità di accesso alle cure garantita dal nostro Servizio Sanitario Nazionale”.