Mattesini (PD): “Subito un aggiornamento dei dati sulla diffusione del fenomeno”.
Questo il commento della senatrice Donella Mattesini, capogruppo Pd in commissione Bicamerale infanzia e adolescenza e componente della commissione Sanità del Senato che, in occasione della giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili ha rivolto un’interrogazione ai ministri della Salute e dell’Istruzione per un aggiornamento dei dati di diffusione del fenomeno e per una verifica degli interventi in corso.
“Frutto del flusso migratorio – spiega Mattesini – le Mgf sono ormai da tempo una realtà significativa nel nostro Paese per questo è necessario mantenere l’impegno sia sul piano della protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, secondo quanto previsto dalla Convenzione di Lanzarote, sia continuando ad operare sul piano dell’accoglienza e dell’integrazione affinché il ricorso a queste pratiche trovi sempre minor diffusione nelle comunità straniere che vivono nel nostro Paese”.
“Siamo consapevoli della delicatezza e della sensibilità del tema che tocca nel vivo la complessità delle relazioni all’interno di ogni comunità – sottolinea la senatrice Pd – e proprio per questo chiediamo al governo e alle istituzioni tutte di attivarsi per dotare il nostro Paese di strumenti adeguati ad affrontare il fenomeno. Al governo chiediamo innanzitutto di rivedere le Linee guida nazionali che risalgono al 2009 per attualizzarle e rinnovarle alla luce delle necessità emerse sul piano dell’assistenza sanitaria, che vogliamo gratuita per tutte le vittime, e in particolare per la preparazione del personale medico soprattutto per i casi di defibulazione. Così come sarà importante promuovere, sempre di più – conclude Mattesini – la diffusione di informazioni approfondite ed efficaci sul piano della comunicazione quali la conoscenza diretta di esperienze positive che hanno già portato all’abbandono definitivo delle Mgf. A questo proposito sarà necessario, inoltre, rivedere l’attivazione del numero verde presso il ministero dell’interno che finora potrebbe aver creato delle resistenze alla denuncia da parte delle vittime e pensare di ricollocarlo in un ambito più neutro”.
06 Febbraio 2015
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