Medici cattolici: “Rammarico e contrarietà per approvazione”
“Paventiamo soprattutto che il principio dell’indisponibilita’ della vita laicamente inteso da assoluto possa essere ora in qualche modo relativo, prevalendo un’autodeterminazione del paziente, svincolata da un proficuo rapporto di cura con il medico, come si evince anche dall’utilizzo del termine “disposizioni” al posto di “dichiarazioni””, aggiungono.
“Pertanto, anche l’obiezione di coscienza, prerogativa e valore da sempre gelosamente custodita dalla classe medica, non sembra esplicitamente enunciata nel testo come anche si evidenzia l’esclusione della possibilita’ di sottrarsi all’applicazione della legge da parte di strutture sanitarie private accreditate che hanno un codice etico difforme dai principi della legge stessa, costringendole a un’obbligatorieta’ che appare francamente incostituzionale”, sottolineano i medici cattolici.
“Infine, desta notevole difficolta’ la definizione dell’idratazione e dell’alimentazione artificiale come trattamenti sanitari che si possono rifiutare o sospendere sempre e comunque e senza giustificazione alcuna, non tenendo conto delle condizioni cliniche dell’ammalato e se risultino utili ai benefici attesi. Percio’ riteniamo che tutta la classe medica italiana distintasi per generazioni e generazioni per una peculiare sensibilita’ umana, scientifica ed etica, debba in questo momento rinnovare il suo impegno, riaffermando la “prossimita’ responsabile” del buon Samaritano che e’ quella di accompagnamento, empatia e di non abbandono dell’uomo fragile ed ammalato”, conclude la nota.
14 Dicembre 2017
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