Melanoma metastatico. Ecco vemurafenib, farmaco prodotto (ma non in vendita) in Italia
“Al congresso ASCO 2012 è stato presentato un aggiornamento dello studio BRIM3, uno studio di fase III sull’utilizzo di vemurafenib in confronto alla chemioterapia nel trattamento di pazienti con melanoma in stadio avanzato”, ha spiegato Paolo Ascierto,Vicedirettore dell'Unità Oncologica e medicina innovativa dell'Istituto dei tumori di Napoli 'G. Pascale'.“I dati raccolti confermano il beneficio del trattamento con vemurafenib, che ha raggiunto la più alta sopravvivenza mai raggiunta in un trial clinico sul melanoma metastatico. Se si accosta questo, al dato emerso dallo studio di Fase II, che dimostra una mediana di sopravvivenza di 16 mesi, si capisce l’importanza di questo farmaco”. Negli ultimi anni sono stati compiuti progressi significativi per il trattamento degli stadi avanzati della malattia, grazie alla scoperta di nuovi farmaci come vemurafenib, che ha dimostrato di aumentare la sopravvivenza dei pazienti in una patologia in cui purtroppo la media è inferiore a un anno (circa 6-9 mesi).
I dati presentati a Chicago dimostrano che la personalizzazione del trattamento del melanoma è già realtà. “Il futuro del trattamento del melanoma metastatico sta nella classificazione molecolare dei pazienti e nelle terapie personalizzate”, ha concluso Ascierto. “La presenza della mutazione V-600 di BRAF è la prima di una serie di nuove possibili sottoclassificazioni molecolari che ci permetteranno di sviluppare farmaci specifici, con benefici di sopravvivenza per i pazienti”.
Vemurafenib è stato approvato dall'EMA a febbraio 2012 ed è attualmente disponibile in Germania, Regno Unito, Lussemburgo oltre che Svizzera e Stati Uniti, mentre in Italia è ancora in attesa di ottenere la rimborsabilità da parte delle Autorità regolatorie.
Particolarmente importante questa notizia, dal momento che da Chicago arrivaanche un altro allarme degli esperti, che segnalano un incremento del 30% dei casi di melanoma negli ultimi 10 anni e chiedono la massima allerta in questo periodo dell’anno. A preoccupare è la crescente tendenza a programmare vacanze "mordi e fuggi". Sono sempre di più gli italiani che raggiungono le località di vacanza nei fine settimana e si espongono al sole in modo altalenante ed eccessivo, per abbronzarsi in pochi giorni.
Un comportamento a rischio, se si considera che circa la metà dei casi di melanoma è causata da esposizioni solari acute e intermittenti. Cambiamenti nella forma e nel colore di un neo sono i primi campanelli d’allarme da non sottovalutare. Infatti, se diagnosticato nelle fasi precoci il melanoma è curabile con un semplice intervento chirurgico, ma quando il tumore si evolve e raggiunge altri organi, la progressione della malattia è molto rapida e solo 1 persona su 4 ha probabilità di sopravvivere a 1 anno dalla diagnosi.
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05 Giugno 2012
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