Mons. Bregantini: “Conosciamo difficoltà, ma ci opponiamo a sanità dimezzata”. E sulla Cattolica: “Sua difesa è un dovere per politica e società civile”
“Sappiamo tutti – scrive Mons. Bregantini nella nota – della fragilità delle risorse che oggi rendono difficile il cammino dei pazienti del Molise. Ma ci sembra doveroso chiedere, ancora una volta, che in questa ristrutturazione di risorse, il Molise venga trattato dal Governo centrale, nei tavoli romani, non semplicemente secondo puri criteri numerici, che evidentemente ci penalizzano. Chiediamo quindi che il rispetto del territorio, con le sue peculiarità’ geografiche e culturali, sia il primo criterio da utilizzare nella assegnazione delle risorse elargite alle nostre realtà periferiche. Anzi, proprio perché siamo piccoli, ancor più ci permettiamo di dire che questa esiguità di numero è di fatto un’ulteriore occasione di ricchezza qualitativa e relazionale, nei confronti degli ammalati, che apprezzano soprattutto attenzione, vicinanza e rispetto. Cioè la priorità alla cura della Persona!”.
Per Mons. Bregantini “in questo taglio di posti-letto, notiamo poi, amaramente, che la struttura più penalizzata è proprio la Cattolica, posta a Tappino, cuore pulsante di un servizio cardochirurgico e chemioterapico di altissima qualità, che ben si innesta con tutti gli altri servizi prestati dalle altre preziose strutture sanitarie regionali, pubbliche e private, ben integrate, a servizio dei pazienti del Molise e di fuori regione. Per questa ragione, ci pare di dover levare le nostre voci, allarmate non tanto da notizie affrettate, ma da constatazioni ben calibrate e purtroppo fondate". Per il vescono "la difesa di questa realtà sanitaria, che ormai fa parte integrante della nostra terra molisana, è un dovere che la politica deve prendere molto più sul serio. Come deve ugualmente fare la società civile, perché è in gioco non solo la difesa dei posti di lavoro, ma soprattutto quella dignità e qualità della vita in Molise, che va posta come un obiettivo decisivo, anche sul piano culturale e sociale. Mai più viaggi della speranza, fuori regione! Queste dunque le cose che con voce sommessa ma chiara ci permettiamo di suggerire, nella certezza che la difesa della Cattolica non è un gesto di parzialità’, ma di valorizzazione del nostro bel territorio. Raccogliamo così anche le voci preoccupate di tanti Sindaci e di molta gente comune, ma vera, seriamente preoccupata di queste decisioni che uccidono il futuro dei nostri figli”.
“Ricordiamo ancora una volta – conclude Mons. Bregantini – la grande massiccia manifestazione del settembre 2011, che ha vista una folla enorme a difesa proprio della Cattolica, perché tutta la Sanità molisana abbia crescente qualità e servizio alla nostra gente. Possiamo ancora incidere nelle decisioni politiche ed amministrative, per evitare il pericoloso declino della nostra speranza”.
11 Agosto 2015
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