Nuovi Lea e Ticket. Cgil: “Incomprensibile la ‘smentita’ di Lorenzin”
Nella scheda, tra le tante questioni affrontate, c’è anche la segnalazione circa l’aumento delle entrate da ticket nell’assistenza specialistica ambulatoriale per 60,4 milioni, dovuto all’introduzione di nuove prestazioni (valore 42,3 milioni) e al trasferimento di prestazioni dal day hospital e dal day surgery all’ambulatorio (valore 18,1 milioni).
La stima sul valore dei “maggiori ticket” non è della Cgil, è contenuta nella Relazione tecnica del Ministero della Salute che accompagna il provvedimento sui Lea, dove è anche illustrata in una tabella a pagina 22. Per queste ragioni la smentita del Ministro Lorenzin è davvero incomprensibile.
Peraltro la Cgil ha considerato l’aggiornamento dei Lea come “necessario e condivisibile” ma ha anche avvertito che dopo anni di tagli “Se non si mette in sicurezza il finanziamento del SSN, l’aggiornamento dei Lea proposto rischia di essere un provvedimento velleitario”. Vedremo ora se il finanziamento del SSN che la nuova legge di stabilità deve fissare risponderà a questa preoccupazione.
Inoltre, e soprattutto, da tempo la Cgil rivendica un exit strategy dal sistema dei ticket, considerandolo iniquo e controproducente, a partire dall’abolizione del super ticket sulle ricette. E quindi nello specifico del provvedimento sui nuovi Lea, la Cgil ha stigmatizzato in particolare il fatto che lo spostamento di alcune prestazioni dal day hospital e dal day surgery all’ambulatorio (pur motivato da giuste ragioni di appropriatezza) comporti per i cittadini il pagamento dei un ticket che in ambito ospedaliero non era richiesto.
Per questo il Ministro farebbe bene a dichiarare se e come intende affrontare la questione ticket, di fronte a milioni di italiani che rinunciano alle cure per ragioni economiche, come segnala l’Istat.
Stefano Cecconi
Responsabile Politiche della Salute, Non Autosufficienza, Terzo Settore, Dipendenze della Cgil
28 Settembre 2016
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Case della Comunità: stop al medico che lavora da solo. Agenas pubblica le linee d’indirizzo sulle équipe multidisciplinari. Dalla leadership condivisa al monitoraggio degli esiti. Ecco le novità

Medicina generale. L’Emilia-Romagna frena sulla riforma Schillaci. Il presidente De Pascale: “Così si rischia di mettere in crisi il sistema”

Prurito. Dermatologi: “Riconoscerlo come malattia e campanello d’allarme di condizioni sistemiche”

Riforma a rilento e medici in fuga: così le Case della Salute restano deserte

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

La guerra in Medio Oriente ferma un terzo della produzione mondiale di elio. Ecco come le risonanze magnetiche rischiano di spegnersi

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Decreto Pnrr. Sì alla fiducia alla Camera. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 72 anni, cantieri sbloccati e farmaci più veloci