Onotri (Smi): “Servono soluzioni strutturali alla carenza di medici di famiglia e ospedalieri”
Lo Smi, su questo, ha le sue proposte. Tra queste, l’auspicio riguarda anche “scelte governative sulla parità di genere nell’ambito delle aziende ospedaliere e sanitarie. Occorrerebbe puntare all’obiettivo di incentivare le aziende sanitarie e ospedaliere ad adottare policy adeguate a ridurre il divario di genere in tutte le aree che presentano maggiori criticità, come le opportunità di carriera, la parità salariale a parità di mansioni, le politiche di gestione delle differenze di genere e la tutela della maternità, con la necessità di prevedere modalità di lavoro flessibile”.
“Le Case e gli Ospedali di Comunità previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – osserva Onotri – rischiano di diventare cattedrali nel deserto senza personale medico perché stiamo andando in fretta verso una vera emorragia di 45.000 medici in 5 anni. Questo è quello che si determinerà in Italia per effetto dei pensionamenti e che riguarderà sia i medici di famiglia sia i medici del Servizio Sanitario Nazionale. Il dato grave è quello che le uscite stimate per effetto dei pensionamenti non saranno comunque bilanciate dalle presumibili nuove. Di questo il Ministro Schillaci dovrebbe preoccuparsi”.
“I medici non ci saranno – sottolinea il segretario generale dello Smi – perché in questi ultimi anni la programmazione universitaria dei posti per formare medici di famiglia ha avuto il respiro corto, e in più non si è tenuto conto della gobba pensionistica, annunciata da anni, e che arriva ora al suo culmine, senza considerare che servono almeno dieci anni, per formare un medico tra laurea e specializzazione”.
Per Onotri “il tempo per la sostenibilità della sanità pubblica è ormai sempre più ridotto. Occorre che nel Paese sindacati, associazioni, società civile insieme lottino per la difesa del Ssn. È giunto il momento di costruire una grande giornata nazionale unitaria a difesa del servizio sanitario pubblico”.
24 Marzo 2023
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