Ospedale Bambino Gesù: “Evitiamo l’uso inappropriato di antibiotici”
È quanto ha affermato, commentando l’allarme lanciato dall’Inghilterra sui “super batteri”, Marta Ciofi degli Atti, responsabile di Epidemiologia Clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, struttura dove vengono messe in atto numerose azioni per controllare la diffusione di germi multiresistenti a partire dalla condivisione di rigorosi protocolli clinici per la limitazione dell’uso inappropriato degli antibiotici, sino all’identificazione di portatori di germi multiresistenti e all’adozione delle cosiddette “precauzioni da contatto".
La causa principale dello sviluppo di nuovi germi multiresistenti, sottolinea una nota del Obg, è l’uso non appropriato degli antibiotici sia negli uomini che in ambito veterinario, ovvero negli animali che entrano nella catena alimentare e vengono consumati. I batteri, infatti, hanno una grande capacità di difendersi dagli antibiotici sviluppando meccanismi di resistenza indotti proprio dall’uso che ne viene fatto. È necessario ricordare – aggiunge Ciofi degli Atti – che molte comuni infezioni causate da virus come l’influenza o il raffreddore o le infezioni delle prime vie respiratorie dei bambini, non devono essere curate con antibiotici che andranno riservati solo per il trattamento di casi particolari”.
Il rischio maggiore di questa nuova ondata di “super batteri” è soprattutto per le persone con una elevata suscettibilità alle infezioni, o per i pazienti ricoverati nelle terapie intensive degli ospedali che potrebbero sviluppare malattie gravi e molto difficili da trattare se causate da germi resistenti agli antibiotici.
La ricerca scientifica è mirata allo sviluppo di nuovi antibiotici capaci di combattere questi microrganismi resistenti. Qualunque nuovo farmaco dovrà tuttavia essere sempre utilizzato in maniera appropriata. “Gli antibiotici sono medicine estremamente potenti, essenziali e indispensabili – conclude l’epidemiologa del Bambino Gesù – ma la chiave della lotta alla multiresistenza risiede proprio nell’uso prudente degli antibiotici stessi e secondo precise indicazioni”.
07 Aprile 2015
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