Pd: “Basta scaricabarile. Senza risorse alle Regioni le parole restano vuote”
“Ha ragione il ministro quando dice che le liste d’attesa sono oggi il principale problema vissuto dai cittadini. Ma proprio per questo serve un’assunzione piena di responsabilità da parte del Governo, non l’ennesimo rimpallo sulle Regioni”. Così Ilenia Malavasi, deputata del Pd e capogruppo commissione affari sociali
“Questo scaricabarile sulle Regioni è insopportabile, prosegue Malavasi. Se non si mettono a disposizione strumenti concreti, personale e risorse adeguate, come si può pensare di ridurre davvero i tempi? Le Regioni gestiscono, ma è il Governo che deve garantire condizioni omogenee e finanziamenti certi”. Malavasi ricorda di aver denunciato nei mesi scorsi come il sottofinanziamento del Servizio sanitario nazionale, la carenza di medici e infermieri e il tetto di spesa sul personale abbiano aggravato le disuguaglianze territoriali. “Non si può chiedere efficienza senza investimenti strutturali. Le liste d’attesa si abbattono assumendo personale, rafforzando la medicina territoriale, investendo nella sanità pubblica e rendendo davvero esigibili i Lea su tutto il territorio nazionale”.
“Le parole del ministro sulle troppe disuguaglianze sono condivisibili, aggiunge, ma allora si abbia il coraggio di fare un passo in più: superare i vincoli che oggi impediscono alle Regioni di assumere, aumentare il Fondo sanitario nazionale in modo coerente con l’aumento dei bisogni e dell’inflazione sanitaria. Gli italiani sono preoccupati, e a ragione. Non basta dire che il Governo ha fatto la sua parte: i cittadini giudicano dai risultati. E oggi i risultati, purtroppo, dicono che in troppe aree del Paese curarsi nei tempi giusti è ancora un percorso a ostacoli soprattutto per colpa di questo esecutivo. Credo che occorra un’alleanza vera e concreta tra Ministero e Regioni e non una mera, strumentale e inutile contrapposizione. Suggerirei quindi meno propaganda, più collaborazione e, soprattutto, più risorse: solo così le liste d’attesa potranno davvero diminuire”. Così conclude la dem.
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04 Marzo 2026
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