Pd: “Il Governo ripassi la matematica, l’inflazione si mangia le risorse”

“Il sottosegretario Gemmato dice che è ingeneroso parlare di tagli alla sanità. Proviamo a spiegarlo con un esempio da scuola elementare. Se oggi hai 100 euro e domani te ne danno 100 e 60 centesimi, ma per comprare le stesse cose te ne servono 101 e 60, hai più soldi in tasca, ma puoi comprare meno. Semplice, no? È quello che il Governo continua a non capire quando parla del finanziamento della sanità”. Lo scrive in una nota la senatrice del Pd Beatrice Lorenzin.

“Ma c’è anche un altro problema, che non dobbiamo comprare le stesse cose, dobbiamo comprarne di più. Ci sono sempre più persone anziane che hanno bisogno di cure e assistenza, mentre crescono nuove emergenze sanitarie, a partire dalla salute mentale e dal benessere psicologico, soprattutto dei più giovani. Allo stesso tempo, medici e infermieri sono sempre meno disponibili a sostenere carichi di lavoro crescenti, con stipendi inadeguati e condizioni che peggiorano la qualità della vita e del lavoro. Servono nuove assunzioni e retribuzioni adeguate, non continuare a scaricare il peso di un sistema in difficoltà su professionisti già allo stremo”, prosegue Lorenzin.

“I numeri sono quelli del Governo: nel 2028 il Fondo sanitario crescerà dello 0,59%, mentre l’inflazione prevista è dell’1,6%. Nel 2029 il Fondo aumenterà dello 0,75%, con un’inflazione stimata all’1,8%. E intanto l’Istat ci dice che a ottobre l’inflazione è arrivata al 5,4%, con i prezzi dell’energia cresciuti del 31,4% in un anno. Gli ospedali devono pagare luce, riscaldamento, farmaci, apparecchiature e personale. Non possono certo presentare alla cassa i comunicati trionfali del Governo”, aggiunge la senatrice dem.

“L’esecutivo rivendica miliardi in più, ma dimentica che aumentano sia i costi sia i bisogni di cura. Nel frattempo il Fondo sanitario scenderà dal 6,11% del PIL nel 2027 al 5,87% nel 2029. Il punto non è quanti miliardi si annunciano, ma quante cure si riescono a garantire. Se i finanziamenti non tengono il passo con i costi e con i bisogni dei cittadini, il risultato è un definanziamento reale. Il resto è propaganda fatta con la calcolatrice”, conclude Lorenzin.

 

 

03 Novembre 2026

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