Pecorelli (Aifa): “Troppo facile tagliare sempre sui farmaci”

Pecorelli (Aifa): “Troppo facile tagliare sempre sui farmaci”

Pecorelli (Aifa): “Troppo facile tagliare sempre sui farmaci”
Per la farmaceutica serve "un Patto estremamente forte tra Stato, Regioni, Aifa e industrie. Un Patto che stabilisca regole molto precise, standardizzate, fisse e prospettiche, perché l'industria, così come lo Stato, le Regioni e il cittadino, deve potere contare su regole che durano nel tempo". Ad affermarlo è stato il presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Sergio Pecorelli, intervenendo all'incontro promosso a Sesto Fiorentino da Farmindustria.

Secondo Pecorelli, infatti, è giunto il momento di sostenere le industrie del farmaco dopo le diverse misure di contenimento della spesa sanitaria che le hanno penalizzate. Questo, secondo il presidente dell'Aifa, è avvenuto perché "il sistema del farmaco, giustamente, è il più regolato d'Italia ed è anche più conosciuto. Questo, però, ha fatto sì che quando si è trattato di tagliare la sanità, era proprio il farmaco il settore dove era più semplice individuare la possibilità di fare tagli". Oggi, però, secondo Pecorelli, "i margini per tagliare la farmaceutica sono minimali. O meglio, si può razionalizzazione, ma non tagliare. Da questo punto di vista credo che si possa condividere il pensiero delle industrie: non è più nella farmaceutica che possiamo andare a mirare per fare ulteriori tagli di spesa sanitaria".

Riguardo al problema, più volte denunciato dalle imprese del farmaco, della lentezza, in Italia, della procedura di immissione in commercio dei farmaci, sia a livello nazionale e regionale, Pecorelli ha affermato che "è possibile velocizzarle, anche questo deriverà dall'elaborazione di questo Patto e dalla standardizzazione delle procedure". "E' chiaro – ha aggiunto il direttore dell'Aifa – che se le regioni vanno a velocità diverse e lasciamo loro la liceità di andare a velocità diverse, si avrà una disparità di accesso ai farmaci che non è corretta neanche in relazione al diritto alla Salute riconosciuto dall'articolo 32 della Costituzione". Quanto all'Aifa, "i tempi prolungati – ha precisato – non sono semplicemente tempi burocratici. Ci sono altri fattori che incidono, tra cui la definizione di innovazione". A questo proposito Pecorelli ha spiegato che l'Aifa sta lavorando "intensamente" a una "precisa definizione di innovazione, che oggi è più a livello soggettivo che non oggettivo. Più riusciamo, d'accordo anche con le industrie, ad oggettivare questo processo, e più avremo regole precise e quindi veloci. Ma anche le industrie sapranno meglio e in anticipo, applicando gli algoritmi dell'innovazione, se il loro prodotto è veramente considerato innovativo e quindi come possono spingersi su quello".

11 Maggio 2012

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