Racca (Federfarma): “Troppe incertezze per i titolari. Rinnovo contrattuale difficilissimo”

Racca (Federfarma): “Troppe incertezze per i titolari. Rinnovo contrattuale difficilissimo”

Racca (Federfarma): “Troppe incertezze per i titolari. Rinnovo contrattuale difficilissimo”
“La volontà dei farmacisti titolari è quella di soddisfare per quanto possibile le esigenze dei propri collaboratori, perché la farmacia ha bisogno di loro per continuare a mantenere alta la qualità del servizio e ricoprire quel ruolo fondamentale che i cittadini le riconoscono”. Ma la premessa si scontra con i fatti. Perché, come spiega Annarosa Racca, presidente di Federfarma, in questa intervista, “non è possibile non tener conto di tutte le problematiche” che stanno attraversando le farmacie, che devono fare i conti con “un quadro normativo complessivo di grandi incertezze” e “vedere come andrà a delinearsi il quadro in cui sarà chiamata a operare nei prossimi anni”. E così il rinnovo del contratto dei dipendenti di farmacia appare sempre più difficile e lontano.

Presidente Racca, facciamo il punto sulle trattative…
Successivamente alla ricezione della piattaforma delle tre Organizzazioni Sindacali le trattative non sono praticamente ancora mai entrate nel vivo.

Cosa ne pensate delle proposte dei sindacati?
I molteplici contenuti della piattaforma sindacale ci inducono doverosamente a svolgere ogni necessaria analisi ed approfondimento, peraltro in una situazione contingente sicuramente molto più complessa di quelle che abbiamo avuto in occasione dei precedenti rinnovi.  
 
Cosa ostacola le trattative?
Le problematiche che maggiormente incidono sul rinnovo del CCNL sono riconducibili ad un quadro normativo complessivo di grandi incertezze: si pensi, a proposito, oltreché ai ritardi nel rinnovo della Convenzione farmaceutica e nel varo di un nuovo sistema di remunerazione, ai noti provvedimenti in materia di concorrenza, vale a dire il decreto Monti e il disegno di legge all’esame del Parlamento, le cui conseguenze sulla categoria non possono ancora essere congruamente valutate ed anche al jobs act, che solo da pochi giorni è stato ultimato con gli ultimi decreti attuativi e che sicuramente richiede adeguate valutazioni e opportuni approfondimenti per poi procedere nel modo migliore alla sua applicazione.

Su quali aspetti, a suo parere, vi dovrete confrontare?
Nelle farmacie c’è una generalizzata ed estesa esigenza di individuare tempestive soluzioni, soprattutto in termini di flessibilità, che, salvaguardando i livelli occupazionali, consentano  una più efficiente gestione delle risorse umane, con l’obiettivo di conseguire una riduzione o, quantomeno, una ottimizzazione dei costi di gestione della farmacia.
D’altronde, non dobbiamo dimenticare che la categoria è attesa da grandi e inedite sfide, che la vedranno al centro di una serie di importanti cambiamenti per portare a compimento quell’evoluzione che istituzioni e cittadini ci chiedono da tempo e che è stato normativamente previsto nella legge sulla “farmacia dei servizi”: ciò sta a significare l’avvio nelle farmacie di nuove e importanti funzioni socio-sanitarie che richiederanno un considerevole impiego di personale.
In tale ottica, stiamo provvedendo, come accennavo, ad effettuare ogni necessario approfondimento, insieme ad autorevoli giuslavoristi, in ordine al jobs act, prestando opportuna attenzione alle eventuali applicazioni che ne verranno fatte in occasione di altri rinnovi contrattuali.

È in grado di fare prospettive sulla firma dell’intesa per il prossimo contratto?
Previsioni in tal senso, non mi sembra sia possibile farle sintantoché non saranno sciolti questi nodi.
La farmacia, come ho detto, deve fronteggiare una situazione di complessiva incertezza, in attesa di vedere come andrà a delinearsi il quadro in cui sarà chiamata a operare nei prossimi anni.
E’ un quadro ancora pieno di interrogativi. In una tale situazione è evidente che le difficoltà, già fisiologiche di un rinnovo contrattuale, aumentano esponenzialmente.

Ritiene che si riuscirà a raggiungere un accordo condiviso?
Non c’è dubbio, che la volontà dei farmacisti titolari è quella di soddisfare per quanto possibile le esigenze dei propri collaboratori, perché la farmacia ha bisogno di loro per continuare a mantenere alta la qualità del servizio e ricoprire quel ruolo fondamentale che i cittadini le riconoscono. Tuttavia, non è possibile non tener conto di tutte le problematiche di cui si è detto.
Mi preme, comunque, sottolineare che sino ad oggi la categoria, con grande senso di responsabilità, è riuscita a salvaguardare i livelli occupazionali, a differenza di altri settori.
Non solo.
Vorrei anche ricordare che la farmacia è determinata nel rafforzare sempre più il proprio ruolo nell’ambito del Servizio sanitario nazionale e, qualora le sarà consentito di esplicare tutte le sue enormi potenzialità, è certa non solo di far conseguire sostanziose economie al Servizio sanitario nazionale, ma, allo stesso tempo, di divenire anche un validissimo strumento moltiplicatore di occupazione qualificata.
 

04 Novembre 2015

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