Contratto dipendenti farmacie. Federfarma e Assofarm: “Settore in forte crisi, soluzione lontana”. Sindacati preparano la protesta

Contratto dipendenti farmacie. Federfarma e Assofarm: “Settore in forte crisi, soluzione lontana”. Sindacati preparano la protesta

Contratto dipendenti farmacie. Federfarma e Assofarm: “Settore in forte crisi, soluzione lontana”. Sindacati preparano la protesta
Dipendenti di farmacia pubblica e privata senza contratto da anni. E potrebbero restarci ancora per molto. Le trattative con i sindacati per il rinnovo dei due Ccnl, infatti, non sono praticamente mai partite. “Colpa della crisi e dell’instabilità normativa. Non ce la sentiamo di prendere impegni”, spiegano Federfarma e Assofarm. Ma i sindacati non ci stanno, e preparano la vertenza.

Oltre 3 anni di attesa, e ancora nessun nuovo contratto per i dipendenti di farmacia, pubbliche o private che siano. E l’attesa si prospetta ancora lunga. Al di là di qualche primo contatto, risalente ormai a tre anni fa, le trattative, infatti, non sono praticamente mai partite. Hanno pazientato i sindacati (a siglare il contratto sono a Filcams Cgil, la Uiltucs e la Fisascat Cisl). Poi hanno sollecitato le parti datoriali (Federfarma per il contratto dei dipendenti di farmacia privata e Assofarm per il contratto dei dipendenti di farmacia pubblica), ma niente da fare. Sono arrivati anche al punto di appellarsi al ministero del Lavoro, ma anche questo non ha prodotto risultati. E ora si preparano alla vertenza. “Il ruolo delle parti sociali non può essere svilito così. Abbiamo anche accettato di discutere di nuove flessibilità, e non è servito a nulla. L’importanza dello strumento contrattuale non può essere ignorata”, denuncia Danilo Lelli, delegato Filcams Cgil al tavolo per il rinnovo del contratto.

Lelli ha annunciato che il 17 novembre la Filcams Cgil terrà il proprio coordinamento nazionale delle farmacie e in quell’occasione saranno decise le azioni da portare avanti. “È nostra intenzione coinvolgere la Cisl e Uil, ma a questo punto possiamo solo parlare di vertenza, perché una trattativa da portare avanti non c’è più. Il tavolo va ricomposto da zero”.

A questo riguardo, i sindacati si dicono più preoccupati dei rapporti con Federfarma che non di quelli con Assofarm, “che viaggiano su binari più fisiologici”. “Federfarma– afferma Lelli – è molto chiusa in una prospettiva di conservazione di alcuni interessi, che possono essere anche legittimi, ma che è opportuno lasciare un po’ da parte”. Questo, secondo il sindacalista, è infatti “il momento di guardare avanti e agire insieme. L’azione di lobby può essere utile nel breve termine per tutelare alcuni interessi, ma se vogliamo salvaguardare il ruolo delle farmacie nel lungo termine, dobbiamo guardare l’interesse del settore nel complesso e fare fronte comune contro la crisi e contro alcuni provvedimenti governativi. Questo è nell’interesse anche dei titolari. Il contratto può servire anche a questo”.

A giustificazione del mancato confronto, Federfarma e Assofarm portano la crisi e l’instabilità normativa, che non permette di comprendere lo scenario in cui muoversi e neanche entro quali confini tirare o allentare le corde contrattuali. “Stiamo già faticando a tirare avanti. Non ce la sentiamo di prendere impegni e promettere condizioni contrattuali migliori”, dicono in sostanza Federfarma e Assofarm. Ma se Assofarm si dice pronta a riprendere il dialogo, per quanto riguarda Federfarma “non si intravedono segnali di cambiamento” rispetto a questa posizione, afferma il segretario nazionale della Uiltucs, Stefano Franzoni, che evidenzia come tutte le imprese, anche in altri settori, cerchino di difendere alcuni interessi e di ridurre i costi di gestione, anche sollecitando soluzioni in termini di flessibilità dei contratti di lavoro, “ma le proposte vanno riempite di contenuto e se non ci si confronta ad un tavolo mi sembra arduo comprendersi”.

A Federfarma, riferisce Lelli, “abbiamo anche proposto di realizzare un avviso comune da sottoporre alla politica in qualità di parti sociali, dove si poteva provare a chiedere l’intervento del legislatore su alcune questioni di interesse comune. Ma la nostra proposta non è stata accettata”.

Intanto, Assofarm ha inviato nei giorni scorsi ai sindacati la comunicazione della disdetta del Contratto in vigore, pur dichiarando che continuerà a darvi applicazione anche dopo il 31 dicembre 2015. “È un atto abbastanza inconsueto e fa presagire la volontà di rinegoziare i trattamenti in atto”, spiega Franzoni, che si chiede però se l’obiettivo non sia quello di una trattativa al ribasso. Ma il confronto con Assofarm preoccupa meno i sindacati. “Hanno disdettato il contratto precisando che andranno avanti fino al prossimo accordo di rinnovo e ci hanno assicurato di voler lavorare al rinnovo del contratto. La disdetta, quindi, va interpretata come una forma di protesta di Assofarm nei confronti dei problemi del settore. Nei prossimi giorni proveremo a mettere in moto il confronto”, spiega Lelli evidenziando che “i rinnovi contrattuali sono sempre difficili, ma l’apertura al confronto fa la differenza e può portare soluzioni soddisfacenti per tutte le parti”.

Ma cosa ne pensano i sindacati dell’ipotesi di un contratto unico del settore, come proposto da Assofarm già negli scorsi anni? “La tesi di Assofarm – spiega Franzoni – è riallinearsi al comparto privato: argomento comprensibile in via di principio, ma difficile da praticare se Federfarma non è d'accordo ad un tavolo unico e non rinnova il Ccnl da anni”.

04 Novembre 2015

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