Racca: “Spesa territoriale è sotto controllo grazie ad impegno farmacie. Ma occorre cambiare approccio. Basta comprimere settore”
Per Racca questa “è una situazione che richiede correttivi. Non solo perché oggi l’erogazione dei medicinali in regime di SSN non è praticamente più remunerativa per le farmacie, che riescono a garantire il servizio solo a prezzo di grandi sacrifici e con un ampliamento della gamma dei prodotti offerti. Lo dimostrano i dati sul mercato complessivo in farmacia, inseriti in questo opuscolo grazie alla collaborazione di IMS che voglio ringraziare per la consueta disponibilità, così come voglio ringraziare anche Promofarma che cura per Federfarma la raccolta dei dati delle ricette SSN. La situazione attuale va rivista anche perché un tetto troppo basso non permette di investire sull’assistenza farmaceutica come strumento per garantire la sostenibilità complessiva del sistema. Spendere di più per il farmaco, come dimostrano gli studi scientifici, significa ridurre in misura assai più rilevante altre voci di spesa, come quella per i ricoveri ospedalieri”.
“È necessario, quindi – ricorda Racca – , un cambio di approccio. In quest’ottica va valutata positivamente la convocazione del Tavolo sulla farmaceutica da parte del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero della salute. Tra i temi all’esame dei gruppi di lavoro vi sono anche la governance della spesa farmaceutica e la distribuzione del farmaco. È fondamentale adottare una visione più ampia che, partendo dai dati di spesa e analizzando i vantaggi di una distribuzione dei farmaci controllata e monitorata, che aumenti la compliance dei pazienti, possa portare a una valorizzazione del bene farmaco come strumento di salute, benessere, crescita e risparmio”.
“Ciò è fondamentale – sottolinea il presidente Federfarma – se si pensa che in Italia un anziano su due di età superiore ai 65 anni, cioè quasi 7,5 milioni di persone, assume dai 5 ai 9 farmaci al giorno. Sono, invece, 1,4 milioni, cioè l’11% della popolazione anziana, coloro che assumono oltre 10 farmaci al di’. Sono dati dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che denuncia proprio i rischi di scarsa aderenza alla terapia e di effetti collaterali: circa il 50% dei pazienti ipertesi o con osteoporosi ha un’aderenza bassa e le percentuali sono ancora più elevate per i farmaci antidiabetici e per i farmaci antidepressivi. Non rispettare le indicazioni del medico fa sì che i pazienti non traggano tutto il beneficio possibile dai farmaci che assumono, con la conseguenza che la patologia si aggrava e la qualità della vita peggiora. Ma aumentano anche i costi a carico del SSN, a seguito della necessità di ricorrere a interventi terapeutici più pesanti e invasivi e a ricoveri ospedalieri. La strada da percorrere quindi, se si vuole garantire la sostenibilità del SSN senza danneggiare i cittadini, è quella del monitoraggio dell’uso dei farmaci, puntando sulla rete informatizzata delle farmacie”.
“Le farmacie – conclude Racca – sono disponibili a svolgere questo ruolo fondamentale e a investire nel potenziamento del servizio offerto alla collettività, nella massima trasparenza, come dimostra anche questa pubblicazione. Confidano che la parte pubblica sfrutti questa disponibilità e volti finalmente pagina, considerando il settore farmaceutico un investimento e non un costo da comprimere”.
18 Maggio 2015
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