Ripa di Meana confermato alla guida della FIASO. “Nostro obiettivo incentivare i comportamenti virtuosi”
L’Assemblea ha anche rinnovato il Comitato di Presidenza, sostituendo i Vicepresidenti decaduti dall’incarico di Direzione generale con i coordinatori regionali della Federazione. Così Giovanni Migliore, Dg dell’Azienda Ospedaliera “Civico di Palermo” subentra a Giuseppe Pecoraro, già Dg del Policlinico di Messina; Pierluigi Tosi, Dg dell’Azienda ospedaliero-universitaria senese entra al posto di Fausto Mariotti, ex Dg della Asl di Grosseto; Rocco Maglietta, Dg dell’Azienda ospedaliera regionale “San Carlo” di Potenza sostituisce Giampiero Maruggi, ex Dg della stessa Azienda. Restano confermati nel ruolo di Vicepresidenti: Walter Locatelli, Dg della Asl di Milano; Paolo Cavagnaro, Dg della Asl 4 chiavarese; Maria Paola Corradi, direttrice dell’Ares 118 Lazio; Fausto Nicolini, Dg dell’Ausl di Reggio Emilia; Annamaria Minicucci, Dg dell’Azienda ospedaliera “Santobono Pausilipon”di Napoli.
Richiamando il tema della legalità, sul quale si sono concentrate le modifiche al Codice etico della FIASO approvate dall’Assemblea, Ripa di Meana ha ricordato che “in sanità si fa fatica a dirlo ma un processo di responsabilizzazione è in atto da tempo, coltivando un terreno sul quale confidiamo possano meglio germogliare i semi gettati dalle nuove norme sulla trasparenza”. “Obiettivo della FIASO – ha proseguito – è quello di far nascere all’interno delle Aziende una cultura che incentivi i comportamenti virtuosi e in questa direzione vanno l’accordo con ‘Illuminiamo la Salute’ per la costituzione di una rete dell’integrità e la diffusione presso le Aziende del nuovo codice etico”.
Nella sua relazione all’Assemblea il Presidente ha poi fatto il punto su questi ultimi anni di attività della FIASO, caratterizzati dal confronto con “le contraddizioni che hanno lastricato il cammino dell’aziendalizzazione”.
Tra queste Ripa di Meana ha voluto rimarcare “la distinzione tra ruolo di governo tipicamente regionale e quello di gestione tipicamente aziendale, messa in discussione sia dalla mancanza di governance della politica, sia dalle invasioni di campo delle Regioni; Le debolezze di un modello ibrido di Azienda, che avrebbe dovuto far contemporaneamente riferimento all’idea di azienda pubblica di servizi e a modelli di efficentamento mutuati da quella privata. Debolezze che hanno minato l’autonomia aziendale ma non a tal punto da impedire alle stesse Aziende di reggere l’urto della crisi; Il processo di accorpamento delle Aziende in atto, che può completamente azzerare i risultati dell’aziendalizzazione se non sarà accompagnata da una riflessione sul management e sulla necessità di non disperderne l’esperienza”.
E a proposito del management il Presidente FIASO ha voluto rimarcare che “fanno fatica a declinarsi con l’autonomia dalla politica dei manager le campagne denigratorie che hanno voluto assimilarli alla politica stessa, o peggio alla casta, con tagli prima nascosti e poi espliciti delle remunerazioni”.
Nonostante criticità e contraddizioni “l’ampio coinvolgimento delle Aziende associate – ha concluso Ripa di Meana – ha permesso comunque alla FIASO di ricoprire il ruolo di autorevole interlocutore sul ‘come’ introdurre innovazione e sul ‘cosa’ valorizzare di questi 20 anni di storia del nostro Ssn. Una storia che larga parte del management può sentirsi fiero di aver contribuito a scrivere, determinando la sopravvivenza del servizio sanitario pubblico, anche grazie alle iniezioni di innovazione nel segno della qualità e dell’equità delle cure”.
10 Giugno 2015
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