Rossi (Toscana): “Convalidata efficacia delle nostre cure ospedaliere”
"I risultati dei Lea la settimana scorsa, e ora quelli del PNE – sottolinea l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi – arrivano proprio nel momento in cui siamo impegnati nella riforma del nostro servizio sanitario regionale. L'obiettivo della riforma è proprio quello di mantenere, anzi, se possibile, migliorare ancora questi risultati, per dare ai cittadini toscani servizi sanitari sempre più di qualità".
Questi alcuni dati relativi alla Toscana
Area perinatale. L'area continua a registrare un andamento tendenzialmente molto positivo. Ottima performance di quasi tutte le strutture regionali per quanto riguarda i parti con taglio cesareo primario. La maggior parte delle strutture toscane hanno una percentuale di cesarei primari al di sotto del 26% (media italiana), con la stragrande maggioranza di strutture che si attestano tra il 10 e il 20%. In particolare, sono appena sopra il 10% gli ospedali di Prato, Pescia, Versilia, Arezzo, Borgo San Lorenzo, Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri.
Chirurgia dell'apparato digerente. La Toscana è tra le regioni che presentano il maggior numero di strutture al di sopra della media nazionale per quanto riguarda la proporzione di ricoveri con degenza post operatoria inferiore a tre giorni per colecistectomia laparoscopica.
Area cardiovascolare e cardiochirurgica. Il dato 2014 evidenzia una performance regionale molto buona sulla mortalità a 30 giorni per infarto miocardico acuto. La Fondazione Monasterio si conferma best practice negli indicatori su bypass, valvuloplastica, con una performance tra le migliori d'Italia per lo scompenso. Miglioramento per l'AOU Careggi, che risulta statisticamente migliore rispetto alla media nazionale, e per l'AOU Pisana per quanto riguarda gli indicatori sulla mortalità per bypass aortocoronarico e valvuloplastica.
Chirurgia ortopedica. L'area evidenzia una performance complessivamente molto positiva. Quasi tutte le strutture, per esempio, presentano percentuali molto basse (tra lo 0 e il 2%) per quanto riguarda il re-intervento di artroscopia al ginocchio entro 6 mesi. La mortalità a 30 giorni dopo la frattura del collo del femore nella maggior parte delle strutture è contenuta tra l'1 e il 5%.
Interventi per tumore maligno. Buone performance, con significativi miglioramenti rispetto all'anno precedente. Un esempio: in tutte le strutture considerate, la mortalità a 30 giorni per tumore maligno al colon si attesta tra il 2 e il 5%.
Area cerebrovascolare. In particolare per quel che riguarda la mortalità a 30 giorni per ictus ischemico, i dati toscani sono in linea con la media nazionale.
Ospedalizzazioni per amputazioni degli arti inferiori nei pazienti diabetici. Per questo la Toscana si conferma nuovamente tra i best performer. In particolare, due le eccellenze toscane: la provincia di Pistoia e quella di Arezzo.
17 Novembre 2015
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