Schillaci: “Coperture vaccinali troppo basse, a breve campagna”
“Sappiamo bene quanto la vaccinazione contro i virus influenzali sia di particolare attualità con l’avvicinarsi della stagione invernale. I risultati della scorsa campagna, 2023-2024, mostrano una disaffezione della popolazione generale, ma il dato più significativo che merita attenzione riguarda la copertura degli anziani, che sono tra le persone più fragili, diminuita del 3,4% rispetto alla stagione precedente”. A fare il punto è stato il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo al 57esimo Congresso nazionale della Società italiana d’igiene (Siti).
“È importante proteggere proprio i soggetti più fragili – è il messaggio ribadito dal ministro – mantenere alta la copertura vaccinale che in Italia, come in molti altri Paesi, è ancora sotto la soglia minima raccomandata. Per garantire una maggiore offerta attiva, in modo particolare alle persone a rischio, e facilitare la tempestiva adesione alla campagna avviata all’inizio di ottobre, abbiamo indicato alle regioni la necessità di favorire la massima sinergia tra i dipartimenti di prevenzione, i medici di medicina generale, i pediatri e i farmacisti. Come ogni anno, inoltre, a breve partirà la campagna di comunicazione del ministero della Salute”.
Una campagna, conclude, “che vuole veicolare un messaggio semplice e molto diretto: il servizio sanitario nazionale offre la possibilità agli anziani e ai soggetti al rischio di vaccinarsi gratuitamente per proteggerli da complicanze legate all’influenza”, malattia “che, non dobbiamo mai smettere di ricordarlo, per alcune persone può avere un decorso molto complesso. Inoltre, in un momento in cui si parla tanto di sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, ricordiamo quanto l’impatto delle vaccinazioni in termini di riduzione degli accessi al pronto soccorso e di ricoveri ospedalieri ci può dare”.
“Riteniamo necessario mettere in atto strategie nuove per migliorare l’adesione agli screening organizzati, anche in sinergia con le società scientifiche e le associazioni dei cittadini. C’è oggi un impegno condiviso da parte delle Regioni, per fare di più e per aumentare le adesioni. Per salvaguardare la sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale non possiamo più pensare in futuro di investire solo il 5% dei fondi nella prevenzione. Dobbiamo aumentare questa percentuale e dobbiamo avere il coraggio di affrontare questo cambio di paradigma”. Ha detto poi il ministro della Salute.
“In questi anni – ha ricordato – abbiamo rimesso al centro dell’agenda politica la valorizzazione della prevenzione e posto l’accento sugli screening oncologici. Sono strumenti importanti per una diagnosi tempestiva e precoce. Non sempre, soprattutto al Sud, registrano però le auspicate adesioni. Gli indicatori del nuovo sistema di garanzie relativi alla copertura degli screening oncologici mostrano un calo nel 2022 per lo screening mammografico e per quello del colon retto rispetto al 2021. Lo screening cervicale mostra un andamento un po’ diverso con un tasso di adesione in crescita. C’è un dato positivo che va sottolineato: abbiamo un aumento nel Sud e nelle isole delle adesioni per lo screening mammografico e per quello colorettale, ma quest’ultimo resta molto lontano dalla soglia subottimale, e rimane ancora il divario Nord-Sud”.
Proprio “a fronte di questi dati”, il ministro ha evidenziato la necessità di strategie nuove, con l’obiettivo di “migliorare l’adesione agli screening organizzati da parte di gruppi vulnerabili, degli invisibili, delle persone difficili da raggiungere”. Ed è tornato a ribadire la necessità di aumentare i fondi dedicati alla prevenzione. Un traguardo auspicato anche dalla presidente di Siti, Roberta Siliquini: “La prendiamo in parola”, ha detto al ministro, “e ci auguriamo davvero che il 5%, attualmente destinato alla prevenzione diventi 7% il prossimo anno”.
23 Ottobre 2024
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