Senior Italia FederAnziani: “Anziché prorogare si dia a mmg e specialisti del territorio facoltà di prescrivere”
Che rimarca come “già a luglio abbiamo rinnovato la nostra richiesta: che entrambe le categorie di medici abbiano tale facoltà prescrittiva, non solo in relazione alle criticità della situazione attuale, ma anche per ripensare la presa in carico dei pazienti cronici. In tal senso il rinnovo ulteriore dei piani terapeutici dovrebbe essere considerato come l’ultima ratio, mentre sarebbe di gran lunga preferibile decidersi ad affrontare in modo strutturale una situazione problematica da tempo e a maggior ragione ora che i medici si trovano a smaltire il pesante arretrato di visite e screening accumulato in questi mesi di blocco delle attività ordinarie. Le liste d’attesa, che già rappresentavano un problema in tutte le Regioni prima del Covid, ora si allungano enormemente, non solo per via delle visite da recuperare ma anche per le necessarie regole di distanziamento e contingentamento degli accessi. In più molti anziani e cronici sono scoraggiati sia dal dilatarsi dei tempi di attesa che dalla paura del virus ancora in circolazione dal prendere un appuntamento”.
“Oggi – sottolinea l’associazione – , primo giorno successivo alla scadenza del rinnovo dei piani, ci chiediamo come sarà possibile garantire la continuità terapeutica per i pazienti. Del resto abbiamo visto come per altre categorie di farmaci (NAO, si veda la nota 97 dell’AIFA) sia stato possibile ottenere che la prescrizione di tali farmaci possa avvenire anche da parte del medico di medicina generale, come è giusto che sia. Non si vede perché la stessa logica non possa essere applicata ad altre categorie di farmaci ben noti come quelli per il diabete e per le malattie respiratorie. Tale misura appare urgente, come richiesto da anni dai pazienti e dalla comunità scientifica, di fronte all’esistenza di un numero irragionevole di piani terapeutici che generano visite specialistiche finalizzate esclusivamente al rinnovo del piano, con pesanti ricadute sulla vita dei pazienti, in particolar modo degli anziani e dei più fragili, costretti a spostarsi per effettuare le visite o addirittura a fare ricorso al privato per aggirare le lunghe liste d’attesa del Servizio Sanitario Nazionale”.
“Ci aspettiamo – conclude la nota – che il tempo dell’emergenza, purtroppo non ancora concluso, rappresenti uno stimolo per trasformazioni strutturali del nostro Servizio Sanitario, rafforzando la medicina del territorio e mettendo realmente al centro i bisogni di salute del paziente e qualità della sua vita”.
01 Settembre 2020
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