Sicurezza e qualità delle cure: Problemi e proposte
– La qualità e sicurezza delle cure non è ancora al primo posto tra gli obiettivi del SSN (fare di più non significa fare meglio), gli ospedali devono essere valutati su indicatori di esito e di risk management.
– Ridurre la remunerazione del DRG laddove non sono applicate le pratiche per la sicurezza delle cure, la prestazione sanitaria svolta in sicurezza non può avere lo stesso valore della prestazione in cui il controllo del rischio non è applicato.
– E’ a tutti evidente un grave ritardo nell'ìnformatizzazione del sistema. ln particolare sono ancora molti gli ospedali a non avere una cartella clinica informatizzata. Si parta subito con informatizzare la prescrizione e somministrazione di farmaci mediante la scheda terapeutica unica informatizzata.
– Il sistema sanitario è al suo interno poco competitivo ed è ancora basato su una visione individualistica della medicina, oggi non basta più il “luminare” ci vuole il team.
– E’ necessario costituire una authority nazionale per l’accreditamento istituzionale e di eccellenza e comunque di accreditamento se ne devono occupare gli organismi tecnici e non gli apparati burocratico amministrativi regionali (se ad occuparsi di questioni tecniche è una cultura amministrativa non può che derivarne una visione burocratica della sicurezza e della qualità delle cure
– Riorganizzare la rete ospedaliera basandosi sul valore della qualità e sicurezza delle cure.
Verificare i volumi di attività (numero interventi e numero parti) e gli esiti delle cure (mortalità ed eventi avversi), gli standard di qualità e sicurezza raggiunti, la capacità del lavoro interdisciplinare nei percorsi clinici (es. gruppo oncologico multidisciplinare).
– Sburocratizzare la sanità affidando più competenze agli organismi tecnici (Agenzie nazionali e regionali, Istituto Superiore di Sanità, strutture di governo clinico) svincolando maggiormente il governo clinico da quello politico amministrativo.
– Pesare i drg sul livello di qualità e sicurezze delle cure dimostrato dalla struttura sanitaria.
– Coach in sala operatoria
Non valutare le chirurgie soltanto mediante indicatori di patient safety ma anche con l’osservazione diretta introducendo, in via sperimentale, la figura del “coach” per supervisionare la performance professionale e la capacità di gestione dei percorsi clinici.
– Rendere trasparenti e visibili ai cittadini gli indicatori sulla sicurezza delle cure e i curriculum vitae dei medici presentati secondo modalità standard.
Definire un profilo di rischio (patient safety score) in ogni struttura collegandolo alla gestione diretta dei risarcimenti.
– Favorire l’integrazione socio-sanitaria e reti cliniche con meccanismi che incentivino la cooperazione, condivisione, comunicazione e conoscenza.
– Lotta continua alle infezioni ospedaliere attuando le pratiche della sicurezza (igiene delle mani, prevenzione infezioni da CVC, VAP, ecc.) e velocizzando gli esami di laboratorio per la diagnosi e la terapia
24 Febbraio 2014
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