Smi: “Nostra professione non può essere ridotta ad esecuzione di procedure dettate da esigenze amministrative. Attendiamo i rilievi del Garante”
“Entro 20 giorni – prosegue Lora – la Regione Veneto dovrà comunicare al Garante i chiarimenti in merito all’attribuzione della classe di priorità delle prestazioni sanitarie (urgente, breve, differita, programmata) sia realmente effettuata in forma automatizzata, attraverso algoritmi. Ci chiediamo, a questo punto, se la Regione conosce che la priorità espressa sulle richieste di indagini cliniche è parte dell’atto medico in sé, e non può essere guidata e compressa in un algoritmo, perché esprime la valutazione del professionista, basata su criteri clinici, sulla necessità della tempistica di esecuzione di quella precisa indagine per quel paziente specifico?”.
“La nostra – sottolinea la sindacalista dello Smi – è una professione e non può essere ridotta ad esecuzione di procedure dettate da esigenze amministrative. La salute non è un bene cedibile. È ormai evidenza incontrovertibile che le liste d’attesa obbligano parte dei cittadini ad eseguire accertamenti in via privata, data la mancanza di rispetto delle priorità chieste dal medico”.
“ Se i RAO risultassero essere quelle modalità con cui la Regione Veneto obbligasse effettivamente le Aziende Sanitarie a rispettare le classi di priorità delle indagini diagnostiche prescritte dai medici saremo anche d’accordo. Ma, purtroppo, già oggi con le attuali regole, ai pazienti vengono rimandate, molte volte, le loro richieste di esami clinici”, osserva la sindacalista.
“I medici – ribadisce Lora – non hanno bisogno di aiuto per decidere quando si debba espletare un’indagine per un determinato paziente, lo sanno, perché sono professionisti; hanno la necessità, invece, di avere la certezza che quel cittadino-paziente possa ricevere l’indagine di cui necessita in tempi necessari”.
19 Gennaio 2023
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