Snami: “Una proroga mascherata che penalizza i medici di famiglia”
Ed è proprio questo rinvio che non piace allo Snami: per i medici di famiglia, già oberati da una burocrazia che invade progressivamente il tempo dedicato alle visite, l’eliminazione dell’attestato cartaceo porterebbe un apprezzabile risparmio di tempo e risorse. Di qui il disappunto di Testa per un rinvio che costringerà i generalisti a reggere il sistema sulle loro spalle ancora per tre mesi. “I datori l’hanno avuta vinta – ha aggiunto il presidente del sindacato autonomo – e mi sfuggono i motivi: noi certifichiamo ogni giorno servendoci del portale dell’Inps, non capisco perché loro non possano fare altrettanto per scaricare l’attestato del dipendente in malattia. Troppo dispendioso per le piccole imprese? Noi siamo imprese con un solo dipendente, eppure la certificazione on line ci è stata imposta senza alcuno sconto. D’ora in avanti le circolari si applicheranno dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale anche per noi”.
Nell’incontro, poi, è stato anche chiarito il reale valore del dato fornito dall’Inps nella precedente riunione del 6 giugno, secondo il quale il 98% dei certificati di malattia viaggerebbe ormai on line. “Ho chiesto delucidazioni – piega Testa – e i funzionari dell’Ente mi hanno spiegato che la rilevazione riguarda soltanto i certificati trattati da loro, ossia quelli relativi ai dipendenti privati per assenze di malattia superiori ai 3 giorni. Si tratta quindi di una fotografia parziale della certificazione, che tra l’altro esclude la certificazione di ospedali e Pronto soccorso, dove solitamente si attestano assenze di un giorno o due. Insomma, quel 98% è merito quasi esclusivo dei medici di famiglia, che si sono fatti carico di sacrifici non indifferenti per sostenere l’informatizzazione del sistema senza alcun riconoscimento economico. Il disappunto di ieri è anche conseguenza di questo”.
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17 Giugno 2011
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