Tomassini: “Rimuovere barriere all’accesso a tecnologie innovative”
“Dobbiamo rimuovere le barriere all'accesso a dispositivi tecnologicamente innovativi – ha proseguito Tomassini – garantendone l'uniformità in tutte le Regioni perché, ad esempio, non è ancora previsto il rimborso dei sensori necessari all'esecuzione del monitoraggio continuo della glicemia, forniti in quantità variabili solo da alcuni centri di diabetologia”. Della stessa opinione Emanuela Baio, componente della Commissione speciale per la tutela e la promozione dei diritti umani e della Commissione parlamentare per l'infanzia. "Non è ammissibile rilevare che sono ancora molte le limitazioni e le discriminazioni che penalizzano la persona con diabete che, se presenta un buon compenso glicemico e conduce uno stile di vita adeguato, può in realtà condurre una vita normale, esclusa la comparsa di complicanze – ha aggiunto Baio –. Grazie, infatti, al microinfusore e alle terapie insuliniche attuali, la persona con diabete è nelle condizioni di affrontare la quotidianità al pari di chiunque altro ed ha la consapevolezza della gestione della propria malattia, senza incorrere in effetti ipoglicemizzanti imprevedibili”.
Presenti all’incontro anche le associazioni di medici e pazienti. Tonino Aceti, responsabile nazionale Cnamc di Cittadinanzattiva, ha ricordato che “la Carta Europea dei Diritti del Malato di Cittadinanzattiva prevede, tra i 14 diritti, quello all’innovazione, che recita: ‘Ogni individuo ha il diritto di accedere a procedure innovative, incluse quelle diagnostiche, in linea con gli standard internazionali e indipendentemente da considerazioni economiche o finanziarie’. Qualsiasi sia la procedura di acquisto dei dispositivi medici – ha proseguito Aceti – deve essere garantito ai cittadini sia l’eguale accesso a terapie innovative, che il rispetto dei requisiti di qualità e di sicurezza”.
Si deve inoltre tenere presente che i dispositivi capaci di mantenere un buon compenso della malattia, riducono drasticamente il rischio di far incorrere il paziente in complicanze che portano inevitabilmente a un aumento dei costi per la cura delle stesse. “È necessario considerare che un paziente con diabete cronico ha un costo annuo per il Ssn di circa 800 euro, ma quando subentrano complicanze la cifra sale a oltre 3.600 euro – ha precisato Umberto Valentini , presidente di Diabete Italia –. Per questo motivo, un appropriato uso delle risorse, con i coinvolgimento dei medici, del personale sanitario e dello stesso paziente, finalizzato ad un risultato ottimale della cura, consentirà una maggior diffusione di questi dispositivi innovativi”.
Marco Cappa, presidente della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (Siedp), ha infine sollevato il problema di come, “nella Regione Lazio è possibile ricoverare solo 1,2 bambini ogni mille ai quali viene diagnosticato il diabete di Tipo 1”. Mentre Claudio Cricelli, presidente della Simg, ha voluto mettere in luce, nel corso del suo intervento, “le abnormi differenze relative alla distribuzione di insulina sul territorio nazionale. Anche sotto il profilo economico – ha concluso – per la stessa patologia si spendono nelle diverse Regioni italiane, cifre la cui varianza raggiunge quasi l’80% “.
17 Maggio 2011
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