Tutte le cause per le quali si ricorre alla Pma
A seconda della gravità della condizione di uno o entrambi i membri della coppia, per risolvere questo tipo di problemi si possono percorrere molteplici strade, per quanto riguarda la procreazione medicalmente assistita: alcune più semplici e poco invasive, altre più complesse. Le cause che portano a ricorrere alle prime o alle seconde sono diverse.
Per quanto riguarda le più semplici (tecniche di I livello) si va dalla stimolazione ovarica effettuata con farmaci e seguita da rapporti mirati nei giorni della probabile ovulazione, alla cosiddetta “inseminazione artificiale”, che prevede il prelievo dello sperma maschile e il suo successivo inserimento nel luogo più idoneo (vagina, canale cervicale o cavità uterina, a seconda delle circostanze) per raggiungere l'ovocita e fecondarlo. Secondo quanto emerge dai dati del Ministero per le coppie che si sono sottoposte a inseminazione artificiale semplice nel 2011 le cause sono state da attribuire nel 23,7% dei casi al partner maschile, nel 24,7% alla donna (infertilità endocrina-ovulatoria nel 17,2%, endometriosi 4,2%, fattore tubarico parziale 3,3%), mentre nel 14,7% è presente indicazione di infertilità in entrambi i membri della coppia. Inoltre, il fattore genetico di sterilità si registra solo nello 0,2% dei casi e altri fattori rappresentano circa il 2,4% dei casi. Mentre addirittura nel 34% dei casi l'origine della difficoltà nel concepimento non è chiara, un dato in crescita rispetto agli anni passati (nel 2009 era del 31,1%).
Per quanto riguarda le tecniche di II e III livello – più complesse, che prevedono una manipolazione dei gameti maschili sommata alla stimolazione ovarica, e per le quali l’incontro vero e proprio dei gameti dell’uomo e della donna può avvenire sia nel corpo femminile, che in un terreno di coltura, che sul piano di un microscopio – le cause sono leggermente diverse. In questo caso, ad esempio, la percentuale di infertilità idiopatica (di cui cioè non è nota la causa) scende al 14,6%, mentre le cause sono più spesso attribuibili sia all’infertilità femminile (nel 36,3% dei casi, divisi in: fattore tubarico 10,4%, ridotta riserva ovarica 7,2%, infertilità endocrina-ovulatoria 5,6%, fattore multiplo femminile 6,6%, endometriosi 5,3%, poliabortività 0,9%) che a quella maschile (nel 31,1% dei casi). Cresce anche il fattore genetico (0,9%), mentre nel 17,3% dei casi è presente indicazione di infertilità in entrambi i membri della coppia.
25 Luglio 2013
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