Tutti i dati dell’industria farmaceutica italiana
Rispetto al totale degli altri settori manifatturieri, si caratterizza per:
•più alti investimenti per addetto, in produzione (+79%) e in Ricerca e Sviluppo (+638%);
•più alte esportazioni per addetto (+173%);
•più alto valore aggiunto per addetto (+155% rispetto alla media manifatturiera).
Produzione
La produzione dell’industria farmaceutica operante in Italia rappresenta una vera e propria eccellenza manifatturiera del Paese, ponendo il nostro Paese al secondo posto in Europa, con i suoi 25 miliardi, dopo la Germania.
Export
Fiore all’occhiello del settore è la capacità di esportare grazie alla qualità della produzione e alla vocazione manifatturiera delle imprese del farmaco in Italia. Con il 61% nel 2011 è il doppio rispetto alla media manifatturiera. E ha avuto una crescita che tra il 2009 e il 2011 ha toccato quota 27%, collocando il nostro Paese ai vertici dei Big Ue.
L’export farmaceutico rappresenta inoltre il 47% delle esportazioni hi-tech in Italia, con un aumento che negli ultimi 10 anni ha raggiunto complessivamente il 100%, permettendo così al Paese di balzare al decimo posto nella classifica dei settori.
Al netto della crescita dell’export, il risultato sarebbe stato un calo del -4,7%.
Indotto
La farmaceutica può contare su un indotto molto competitivo, con 61 mila addetti, che genera sul territorio 11 miliardi di produzione e investimenti nel 2011 quasi di 500 milioni. Aziende che sono spesso leader a livello internazionale e arrivano ad esportare fino al 90% del proprio fatturato. Complessivamente nella filiera del farmaco (produttori, indotto e distribuzione) operano circa 225 mila addetti.
Risorse umane qualificate e occupazione femminile
Il settore, che occupa 65.000 addetti, si caratterizza anche per risorse umane altamente qualificate – il 90% del personale è laureato o diplomato – e per la forte presenza femminile (40% del totale rispetto a 26% dell’industria), con ruoli importanti nell’organizzazione aziendale (le donne sono il 25% dei dirigenti nella farmaceutica rispetto al 13% del resto dell’industria).
E per rispondere alle esigenze del mondo femminile, spesso le aziende farmaceutiche mettono in atto misure per favorire il bilanciamento tra carriera, famiglia e vita privata.
Asili nido aziendali, mense con take away per la cena o servizi di lavanderia sono a disposizione delle mamme-dipendenti per offrire il giusto equilibrio tra vita familiare e lavoro.
Relazioni Industriali
Un altro punto di forza sono i rapporti con le Organizzazioni Sindacali, improntati a un modello di Relazioni Industriali collaborativo che ha consentito di sostenere la competitività del settore e di essere innovativo nell’applicazione di istituti flessibili.
Un esempio è Welfarma, risposta originale per la formazione, la riqualificazione e la ricollocazione sul mercato del lavoro del personale coinvolto in crisi aziendali.
Un modello, recentemente divenuto strutturale e aperto a tutte le professionalità presenti in azienda, che fino ad oggi – ma i numeri sono ancora parziali – ha coinvolto 2.369 lavoratori; 700 hanno aderito al progetto e 300 sono stati ricollocati.
Protezione dell’ambiente
Gli investimenti per la protezione dell’ambiente sono una caratteristica distintiva di attività manifatturiere di qualità e ad alto contenuto di tecnologia.
Le imprese farmaceutiche si collocano tra i settori industriali che investono di più per la protezione dell’ambiente, sia in termini assoluti (al 7° posto), sia in relazione ai propri investimenti in produzione, figurando al 4° posto, con una incidenza superiore alla media manifatturiera.
La farmaceutica in Italia investe in questa area per ciascun addetto il 17% in più degli altri Paesi europei, testimoniando sia standard di eccellenza internazionale, sia la vocazione manifatturiera dell’Italia nel panorama internazionale.
Fonte: Farmindustria
04 Luglio 2012
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