Viale: “Saranno adottati provvedimenti nei confronti del personale coinvolto”
“Di fronte a questa situazione critica e pesantemente lacunosa – aggiunge la vicepresidente Viale – ho avviato una serie di azioni e interventi per porvi efficacemente rimedio. Grazie al ricambio dei vertici delle Asl liguri con nuovi direttori generali ai quali, da ieri, si affiancano i nuovi direttori sanitari e amministrativi ho dato impulso all’attuazione nel Sistema Sanitario Regionale delle linee guida predisposte dall’Autorità Nazionale Anti Corruzione per eliminare i fattori di rischio (errata indicazione al paziente delle modalità e dei tempi di accesso alle prestazioni in regime assistenziale, trattamento più favorevole dei pazienti trattati in libera professione, svolgimento della libera professione in orario di servizio). A fronte di questo quadro – prosegue l’assessore alla Sanità – ho dato immediatamente ai nuovi direttori generali precisi obiettivi di mandato: la totale informatizzazione delle liste di attesa, la prenotazione di tutte le prestazioni attraverso Cup, l’aggiornamento periodico delle liste di attesa istituzionali, lo svolgimento della libera professione in strutture aziendali e l’obbligo di Pos nelle strutture dove si effettua la libera professione”.
Su quest’ultimo punto in particolare, il direttore della Asl 2 savonese Eugenio Porfido ha già avviato una rivoluzione per le visite intramoenia: in questi giorni il servizio di prenotazione è sospeso per consentire l’adeguamento del sistema di pagamento in modo che l’azienda sanitaria incassi il dovuto attraverso dispositivi Pos per poi stornare agli specialisti la percentuale spettante, riducendo così al minimo il rischio di ‘errore’ nella fatturazione delle prestazioni.
“L’obiettivo delle misure attivate fino ad oggi – aggiunge la vicepresidente Viale – è quello di arrivare, entro la fine del 2017, ad un sistema di accesso alle prestazioni sanitarie trasparente e omogeneo su tutto il territorio regionale. In questa direzione – conclude – rientrano anche le priorità di azione indicate, unitamente al presidente Toti, ai direttori generali per l’abbattimento delle liste di attesa attraverso tre azioni: l’applicazione dei criteri di prioritarizzazione in base alla valutazione clinica del paziente coinvolgendo sia gli specialisti sia i medici di medicina generale, lo stanziamento di 500mila euro per garantire risorse specifiche nei settori maggiormente critici, l’efficientamento di alcuni processi organizzativi aziendali”.
Articoli correlati:
03 Novembre 2016
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni

Italiani all'estero extra Ue. Via libera definitivo del Senato alla tessera sanitaria con contributo di 2.000 euro. Il provvedimento ora è legge

Medici di famiglia, la storia di una riforma infinita: quindici anni di annunci e promesse mancate con il rischio che le cure primarie finiscano al privato

Case di comunità. Segnali di disgelo. Schillaci: “Troveremo un accordo”. Scotti: “Disponibili a trattare, ma servono anche specialisti”

Case di Comunità. In Veneto accordo Regione-medici di famiglia: presenza dal lunedì al venerdì, 8-20. Fino a 10 ore aggiuntive a 60 euro l’ora

Rette RSA e Alzheimer: la giurisprudenza svolta. Per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento

Enpam. Scontro M5S-Giorgetti sulle pensioni dei medici. Castellone: “Investimenti a rischio, c'è un'inchiesta della procura di Milano”

Dottori anche con la laurea triennale: perché continuare a sminuirli?

Medici di famiglia, la riforma Schillaci si ferma. La maggioranza frena sul passaggio alla dipendenza