Antitrust. Fnomceo: “Difenderemo l’autonomia e l’indipendenza della nostra deontologia”

Antitrust. Fnomceo: “Difenderemo l’autonomia e l’indipendenza della nostra deontologia”

Antitrust. Fnomceo: “Difenderemo l’autonomia e l’indipendenza della nostra deontologia”
La Federazione degli Ordini dei medici replica al provvedimento emanato dall'Authority. "Non accetteremo che siano altri a scrivere il nostro Codice e riproporremo i profili giuridici delle questioni già rappresentate, che poco o nulla hanno rilevato nel procedimento istruttorio e nell’esile confronto delle parti".

Con un provvedimento pubblicato sull’ultimo bollettino, l’Antitrust ha sanzionato la Fnomceo per “aver posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza, ai sensi dell’articolo 101 del Tfue, consistente nell’adozione e diffusione del Codice di deontologia medica 2006 e delle Linee Guida”, definendo la sanzione amministrativa in “ottocentotrentunmilaottocentosedici euro”, richiedendole di assumere “misure atte a porre termine all’illecito riscontrato”, e di darne comunicazione entro il 31 gennaio 2015.

Il Comitato Centrale della Fnomceo, riunito a Piacenza, nel prendere atto della misura adottata dall’Antitrust, ha deciso di resistere presso le sedi giurisdizionali previste dall’ordinamento. "In queste sedi – spiega una nota – riproporremo i profili giuridici delle questioni già rappresentate, che poco o nulla hanno rilevato nel procedimento istruttorio e nell’esile confronto delle parti che ha preceduto la sanzione, pressoché annunciata. Vogliamo sin da subito ribadire, nel pieno rispetto dei ruoli istituzionali di ognuno e di tutti, che mai abbiamo inteso emanare un Codice contra legem, ma neppure accetteremo che siano altri a scrivere il nostro Codice”.
           
La Fnomceo sottolinea che, al di là dello stretto merito giuridico, questa vicenda “esalta una questione fondamentale: e cioè la libertà e l’indipendenza della deontologia professionale, che trova il suo caposaldo etico e civile nella tutela dei diritti dei cittadini, in questo caso la tutela della salute, definiti fondamentali dalla nostra Costituzione. E ciò in un contesto di diritto comunitario che non distingue, all’interno del mercato, le tipologie e le specificità dei diversi servizi”.
           
Al contrario, ”crediamo invece che tale questione vada posta, non certo per difendere interessi corporativi, ma per meglio tutelare i diritti dei cittadini, soprattutto laddove insistono asimmetrie informative fondanti scelte consapevoli”.

La Fnomceo precisa quindi di non essere ostile alla pubblicità sanitaria e “alle positive ricadute nel migliorare l’offerta di servizi e la libertà di scelta. Vogliamo però, nello spirito e nella lettera del nostro mandato istituzionale, contrastare fenomeni e abusi di un’attività informativa e comunicativa che, come scritto nel nostro Codice 2014, sia ‘accessibile, trasparente, rigorosa e prudente” (art. 55), “veritiera, obiettiva, pertinente e funzionale all’oggetto dell’informazione, mai equivoca, ingannevole e denigratoria’”.

Il Codice stabilisce inoltre che “non sono consentite forme di pubblicità comparativa sulle prestazioni" (art 56) né “forme di pubblicità promozionale finalizzate a consentire la commercializzazione di prodotti sanitari" (art 57).

 Tutto questo “a noi pare essere un punto di equilibrio alto tra i contenuti del diritto comunitario e quel ruolo di verifica e di vigilanza che la legge ci attribuisce e che noi esercitiamo attraverso la deontologia. Difendendo la nostra deontologia,  intendiamo difendere il diritto dei cittadini – conclude la nota – ad un sistema di cure accessibile, trasparente, efficace e sicuro”.
 

29 Settembre 2014

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