Bando per assunzione di 1.174 tecnici all’Ispettorato nazionale del lavoro senza competenze in sanità. Le critiche dell’Albo professionale

Bando per assunzione di 1.174 tecnici all’Ispettorato nazionale del lavoro senza competenze in sanità. Le critiche dell’Albo professionale

Bando per assunzione di 1.174 tecnici all’Ispettorato nazionale del lavoro senza competenze in sanità. Le critiche dell’Albo professionale
A sollevarle è il presidente della Commissione di albo nazionale dei Tecnici del lavoro nell’ambiente e nei luoghi di lavoro Maurizio Di Giusto che plaude all'interrgozione parlamentare sul tema presentata dall'on. Caterina Licatini che ha chiesto al Ministro del Lavoro di rivedere l'attuale bando concorsuale "attribuendo il giusto rilievo alle professioni sanitarie regolamentate e più adeguate allo scopo che si intende raggiungere".

“La Commissione di albo nazionale dei Tecnici del lavoro nell’ambiente e nei luoghi di lavoro plaude all’interrogazione parlamentare presentata dalla On. Caterina Licatini (M5S), che segue altre analoghe iniziativa presentate da altri parlamentari, in relazione al bando concorsuale promosso dall'Ispettorato nazionale del lavoro che prevede l’assunzione di 1.174 tecnici senza una specifica competenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.
 
Lo sottolinea una nota della FNO Tsrm-Pstrp. 
 
Nell'interrogazione la parlamentare pentastellata sottolinea che “il bando trascura la necessaria competenza che deve contraddistinguere l'adempimento di questo delicato compito, prevedendo che, per lo svolgimento di tale ruolo, possa essere sufficiente una «generica» laurea anche triennale” e chiede quindi al Ministro del Lavoro “se intenda assumere iniziative di competenza volte a operare una modifica orientata verso una maggiore specificità dei requisiti per l'accesso ai ruoli, attribuendo il giusto rilievo alle professioni sanitarie regolamentate e più adeguate allo scopo che si intende raggiungere”.
 
“Appare sempre più incomprensibile e insostenibile quanto oggi, soprattutto all’interno di istituzioni che rivestono ruoli chiave tesi a tutelare un bene pubblico come la salute, non vi sia consapevolezza e coscienza di quelli che sono i sistemi normativi e di riferimento professionale, che il nostro sistema giuridico ha individuato per specifiche funzioni di tutela della collettività”, spiega Maurizio Di Giusto, Presidente della Commissione di albo nazionale dei TPALL.
 
“Ignorare tali sistemi – prosegue – presuppone da un lato una visione ridotta delle strategie funzionali al reale perseguimento degli obiettivi attesi, dall’altro non conoscere gli strumenti utili al raggiungimento degli stessi”.
 
“La Commissione di albo – rimarca la nota – è impegnata a sensibilizzare quanto sia necessario per garantire la salute dei lavoratori e imprescindibile puntare sui Tecnici della prevenzione, professionisti specificatamente formati, con percorsi curricolari e universitari e post base, in materia di prevenzione e salute”.   
 
“Se l’obiettivo è realmente la salute dei lavoratori, il coinvolgimento deve essere totale fra tutti i portatori d’interesse e non può prescindere dal trascurare professionisti che, su un tema così rilevante, sono ogni giorno impegnati” conclude Di Giusto.

15 Marzo 2022

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