Comparto Sanità. “Aumenti di stipendio congelati e i lavoratori dovranno aspettare almeno un anno. Da alcuni sindacati anche atteggiamenti e scenate di cattivo gusto”. Intervista al presidente Aran Antonio Naddeo dopo la fumata nera sul rinnovo del contra

Comparto Sanità. “Aumenti di stipendio congelati e i lavoratori dovranno aspettare almeno un anno. Da alcuni sindacati anche atteggiamenti e scenate di cattivo gusto”. Intervista al presidente Aran Antonio Naddeo dopo la fumata nera sul rinnovo del contra

Comparto Sanità. “Aumenti di stipendio congelati e i lavoratori dovranno aspettare almeno un anno. Da alcuni sindacati anche atteggiamenti e scenate di cattivo gusto”. Intervista al presidente Aran Antonio Naddeo dopo la fumata nera sul rinnovo del contra
Dopo l’interruzione delle trattative e la non firma sul rinnovo del contratto il numero uno dell’Agenzia si toglie qualche sassolino dalla scarpa e spiega in pratica cosa comporta lo stop. E poi sui tempi: “C’è il serio rischio di tornare a parlarne dopo l’estate. A rischio anche l’avvio delle trattative per il rinnovo del contratto dei medici”.

“Sono profondamente deluso sia per tutto il lavoro fatto in questi mesi sia per alcuni atteggiamenti e situazioni che si sono verificate”. Non nasconde il suo rammarico il Presidente dell’Aran, Antonio Naddeo per il mancato accordo sul rinnovo del contratto 2022-2024 del Comparto Sanità. E in quest’intervista a Quotidiano Sanità racconta passo passo la giornata di ieri in cui dice: “ci siamo trovati di fronte ad atteggiamenti diciamo irrituali”. Ma soprattutto fa il punto su cosa vuole dire la ‘non firma’ sul contratto, dagli aumenti che rimangono congelati fino a tutte le novità normative che rimangono ferme al palo.

Presidente cos’è successo ieri?
Guardi, faccio prima a dirle cosa non è successo. A parte le battute, quando la mattina mi sono seduto al tavolo della riunione pensavo che non saremmo giunti alla firma perché notavo una serie di richieste al rialzo che non mi facevano pensare ad un accordo. Poi però durante il tavolo è uscita una nota del sindacato Nursing Up, determinante con circa il suo 7% di rappresentatività, in cui elencava alcuni punti irrinunciabili per la firma. Bene è sufficiente riprendere quel comunicato e confrontarlo con il testo del contratto consegnato da Aran ai sindacati ieri mattina per verificare che tutte le richieste erano già state accolte ieri prima della pausa pranzo. Quindi abbiamo fatto una pausa e in quel momento pensavo si potesse arrivare alla firma.

E invece…
Alla ripresa del tavolo di trattativa invece Nursing Up, dato che già sapevo che Cgil e Uil non avrebbero firmato, ha dichiarato la sua volontà di non firmare. Non lo so, qualcosa è andato storto al tavolo del ristorante, è pur sempre legittimo cambiare idea per un cattivo piatto di pasta o forse c’è stata qualche telefonata dell’ultimo minuto. Chissà, resta il fatto che sono profondamente deluso sia per tutto il lavoro fatto in questi mesi sia per alcuni atteggiamenti e situazioni che si sono verificate.

Cioè?
Non voglio entrare nei particolari ma ci siamo trovati di fronte ad atteggiamenti diciamo irrituali per alcuni sindacati che hanno sempre svolto correttamente il loro ruolo di rappresentanza dei lavoratori e di mediazione, addirittura al tifo da stadio al momento che si era capito che non si sarebbe firmato. A me è sembrato di cattivo gusto. È assurdo esultare se non si raggiunge un accordo. Secondo me hanno perso tutti, in primis i lavoratori.

I sindacati che non hanno firmato hanno messo come primo motivo le poche risorse…
Come sa i fondi non li decide l’Aran, ma il Governo. Penso in ogni caso che non si tratti di pochi soldi (1,9 miliardi per questo contratto e altri 1,9 per il 2025-2027), ma a prescindere da questo con la ‘non firma’ gli aumenti rimangono congelati e i lavoratori dovranno aspettare ancora.

Cosa comporta la mancata intesa?
Parto proprio dalle risorse. Do ragione al presidente del Nursing Up che parlare di aumento medio di 172 euro al mese può voler dire poco. E allora faccio qualche esempio. Un infermiere di Pronto soccorso a decorrere da gennaio 2024, avrebbe avuto un incremento di stipendio di 150 euro, e di indennità di 240 euro al mese, che sarebbero saliti a 305 euro dal 2025 per arrivare a circa 360 euro nel 2026. Cioè 510 euro a regime. Poi era previsto un aumento di 35 euro delle indennità per le ostetriche nel 2024 che diventano 40 nel 2025. E poi a tutti i professionisti della salute nel 2026 venivano riconosciuti ulteriori 58 euro. Potrei continuare ancora, ma già questi numeri rendono l’idea e consentono ai lavoratori di giudicare meglio.

Questo per quanto riguarda i soldi, ma invece per la parte normativa?
Sul tema caldo delle aggressioni avevamo previsto il patrocinio legale gratuito in caso di violenza e l’assistenza psicologica a carico delle aziende in caso di aggressioni. Oggi, per esempio, se c’è un’aggressione l’azienda non è tenuta a niente. Avevamo previsto poi la possibilità di esonerare da turni e pronta disponibilità il personale oltre i 60 anni. Oggi vale solo per chi ha più di 62 anni e solo per la pronta disponibilità. Per gli amministrativi poi era stato previsto il diritto al buono pasto per lo smart working e la possibilità della settimana corta.

C’è stata molta polemica anche sull’accesso all’area ad elevata qualificazione…
I contratti sono sempre frutto di una mediazione. Per andare incontro alle richieste sindacali avevamo messo che si poteva accedere all’area con la laurea triennale e 7 anni di esperienza. A mio avviso un grande passo avanti, ma qualcuno non lo ha ritenuto sufficiente. Ovviamente ora rimane la laurea magistrale o specialistica.

E sull’assistente infermiere?
Dopo il via libera da parte del Governo e delle Regioni all’introduzione di questa nuova figura era doveroso inserirlo.

Bene ora però che succede. Che tempi ci sono?
Forse bisognerebbe chiederlo pure a chi non ha firmato. Ma è ovvio che ora il clima è teso e alle porte ci sono anche le elezioni delle Rsu. C’è il serio rischio di tornare a parlarne dopo l’estate. Il che tradotto vorrebbe dire che gli aumenti arriverebbero tra oltre un anno perché dopo la firma della preintesa il testo deve passare per tutti gli Organi di controllo, poi dev’essere firmato definitivamente ed entrare in vigore.

Questo ritardo potrà incidere sugli altri rinnovi contrattuali? Penso a quello della Dirigenza medica e sanitaria
Se il Comitato di Settore emana l’Atto d’indirizzo come Aran dobbiamo aprire le trattative. Certo se guardiamo al passato, solitamente si attende la chiusura del Comparto prima di passare alla Dirigenza.


Luciano Fassari

Luciano Fassari

15 Gennaio 2025

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