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Concorso specializzazione. Più della metà dei partecipanti tagliata fuori fin dall’inizio

Su un totale di 16.046 candidati, i posti a disposizione erano solo 6.934. Anche quest’anno, quindi, nonostante la carenza di specialistisia per molte branche già evidente ed allarmante, ben 9.112 giovani medici non potranno continuare il loro percorso di formazione post-lauream, andando ad accrescere il già nutrito gruppo di Colleghi costretti nel cosiddetto imbuto formativo, fatto di precariato ed espedienti

27 LUG - Lo scorso 17 luglio si è svolto il concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione di area medica per l’a.a. 2017/2018.
A fronte di ben 16.046 candidati, il numero totale di contratti messi a bando è stato pari a 6.934 di cui 6.200 statali, 640 regionali e 94 finanziati da enti pubblici e privati.
 
Anche quest’anno, nonostante la carenza di specialistisia per molte branche già evidente ed allarmante, ben 9.112 giovani medici non potranno, pertanto, continuare il loro percorso di formazione post-lauream, andando ad accrescere il già nutrito gruppo di Colleghi costretti nel cosiddetto imbuto formativo, fatto di precariato ed espedienti, limbo dei diritti e del futuro previdenziale.
 
L’errata programmazione, che si perpetua da tempo, non ha come vittime soltanto i giovani medici, ma anche il SSN, depauperato della sua linfa vitale, gli specialisti (ed i medici di medicina generale) di domani, al punto da rendere sempre meno sostenibile la garanzia dei livelli assistenziali in futuro.
 
Oltre al cronico deficit del numero di contratti, diverse sono le criticitàlegate al regolamento del concorso stesso, segnalate a più riprese e tuttora persistenti.

 
Le modalità di scorrimento della graduatoria, con scaglioni progressivi, impongono di fatto ai candidati, in molti casi, premature scelte di ripiego, per evitare di rimanere estromessi al termine del processo. Questo meccanismo è ulteriormente enfatizzato sia dall’assenza di una comunicazione in tempo reale tra Università e Cineca ad ogni singolo scaglione di scelta e di assegnazione per la verifica delle avvenute immatricolazioni e l’aggiornamento puntuale della graduatoria che dalla possibilità di immatricolazione sino all’ultimo momento utile (giorno di chiusura definitiva della graduatoria), con inevitabile perdita, ogni anno, di numerosi contratti, sino ad oggi non recuperati in alcun modo.
 
Queste premesse rendono conto dei più di 1000 medici iscritti al primo anno di Scuola di Specializzazione, su un totale di 6821 medici vincitori assegnati ad una scuola di specializzazione nello scorso anno, che hanno ritentato il Concorso SSM quest’anno. La scorsa edizione del concorso ha registrato oltre 500 abbandoni, che, anche in questo caso, non sono stati seguiti da re-immissione in circolo delle risorse economiche non utilizzate per l’erogazione di più contratti.
 
Altra consistente criticità per il concorso nazionale, sono quelle fragilità, troppo spesso utile appiglio per azioni di ricorso, sulle quali convergono interessi molteplici interessi, spesso opinabili.
 
In primis la possibilità concessa ai medici non abilitati di partecipare al concorso di specializzazione, secondo il comma 433 dell’articolo 2 della legge n. 244/2007 e del Regolamento n. 130/2017, che consente al candidato, vincitore di concorso, di accedere alla Scuola a condizione che entro la data di inizio delle attività didattiche, sia entrato in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione di Medico-Chirurgo, ove non ancora posseduta nel momento dell’espletamento del concorso. Tale clausola, lo scorso anno, ha innescato numerosi ricorsi al TAR con esito positivo ed ammissione successiva in scuola di alcuni colleghi non ancora abilitati alla data del 28 dicembre 2017 (ultimo giorno utile per le procedure di immatricolazione per l’a.a. 2016/17).
 
Altro vulnus, segnalato sistematicamente sin dal primo anno del concorso nazionale, l’assenza di una bibliografia di riferimento, da pubblicarsi con 90 giorni di anticipo rispetto alla data del concorso, come previsto dai bandi.
 
Ciò comporta che alcuni quesiti, in misura della variabilità delle casistiche e di una letteratura non sempre concorde, possano avere più risposte valide e siano perciò oggetto di contestazione.
Infine, anche quest’anno non sono mancate le segnalazioni di aule di concorso non conformi ai requisiti ministeriali con postazioni troppo vicine che hanno permesso la comunicazione tra candidati (in alcuni casi la scelta dei posti era libera), compromettendo la serietà e l’inattaccabilità del concorso stesso.
 
Dall’introduzione del Concorso Nazionale abbiamo sistematicamente ribadito quanto sopra descritto, vedendo, anno per anno, ripetersi i medesimi errori, con le evidenti nefaste conseguenze a tutti i livelli per il SSN.
 
Questo sistema istituito per selezionare meritocraticamente gli specialisti del domani, la nuova classe dirigente del futuro, si sta trasformando, pur avendo incontestabilmente migliorato la trasparenza di alcuni processi, in una zavorra per la formazione post-lauream in Italia e necessita urgentemente di modifiche radicali atte a renderlo finalmente uno strumento di selezione efficace, giusto e compatibile con le reali esigenze del Paese e dei suoi giovani Medici.
 
Anaao Giovaniribadisce l’importanza dell’urgente apertura di un tavolo tecnico, che coinvolga MIUR, Ministero della Salute, Regioni e associazioni di Categoria, dei quali la scrivente associazione è in assoluto una delle più rappresentative, per delineare in tempo utile una strategia organica, capace di risolvere le debolezze descritte ed aumentare in maniera congrua il numero di contratti di formazione specialistica, comprendente:
- compartecipazione delle Regioni alla spesa per l’erogazione dei contratti di formazione con l’integrazione dei Teaching Hospital nei percorsi, al fine di aumentare il numero totale dei contratti stessi.
 
- Pubblicazione bibliografia concorsuale nei tempi dovuti.
 
- Individuazione di meccanismi utili al recupero delle borse perse.
 
- Semplificazione dei meccanismi di scorrimento e miglioramento della comunicazione tra Atenei e Cineca per disincentivare soluzioni di ripiego.
 
- Eliminazione di tutti i punti di fragilità, utili appigli ai ricorsi, tra cui domande ambigue e ammissione dei non abilitati.
 
Pierino Di Silverio
Responsabile Nazionale Anaao Giovani

27 luglio 2018
© Riproduzione riservata


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