Assistenza senza fissa dimora. Assistenti sociali: “Un passo verso i più fragili”

Assistenza senza fissa dimora. Assistenti sociali: “Un passo verso i più fragili”

Assistenza senza fissa dimora. Assistenti sociali: “Un passo verso i più fragili”
"La legge approvata mette al centro tante e tanti che incrociamo nelle nostre città, soprattutto quelle più grandi, ma che molti non degnano neanche di uno sguardo. Queste persone non soltanto sono invisibili, ma fin qui, non avevano la possibilità di accedere alle cure perché privi di una residenza anagrafica".

“Seguiamo e abbiamo seguito tantissime persone senza fissa dimora e, da assistenti sociali, vogliamo esprimere la nostra soddisfazione per l’approvazione – anche al Senato e sempre con voto unanime come a giugno alla Camera – della legge che, in via sperimentale e con uno stanziamento di un milione di euro per il 2025 e il 2026, vuole assicurare progressivamente il diritto all’assistenza sanitaria a chi non ha casa. Stiamo parlando di molte persone, anche di padri di famiglia che si separano e dormono in macchina, donne vittime di violenza costrette a scappare dall’abitazione di famiglia, persone che perdono il lavoro e finiscono in strada e non hanno un tetto sopra la testa…”.

Lo dice la presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Barbara Rosina, dopo il sì del Parlamento al diritto al medico di base per le persone che per vari motivi perdono la possibilità di avere una dimora propria e che purtroppo perdono conseguentemente anche la residenza.

“La nostra professione lavora ogni giorno accanto ai fragili, agli invisibili per questo il voto di ieri dà il via a un provvedimento di civiltà che realizza, seppure in modo progressivo un diritto sancito dalla nostra Costituzione. La legge approvata mette al centro tante e tanti che incrociamo nelle nostre città, soprattutto quelle più grandi, ma che molti non degnano neanche di uno sguardo. Queste persone non soltanto sono invisibili, ma fin qui, non avevano la possibilità di accedere alle cure perché privi di una residenza anagrafica. Ci auguriamo – conclude Rosina – che i tre commi del provvedimento approvato possano rimuovere questo ostacolo almeno nelle 14 città metropolitane coinvolte nella sperimentazione, e che si apra una nuova strada per chiedere sostegni e avviare progetti sanitari e sociali condivisi”.

08 Novembre 2024

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