Carenza personale. Fials: “Le professioni sanitarie sono assenti dal documento delle Regioni”

Carenza personale. Fials: “Le professioni sanitarie sono assenti dal documento delle Regioni”

Carenza personale. Fials: “Le professioni sanitarie sono assenti dal documento delle Regioni”
Il sindacato scrive una lettera al Ministro della Salute e alle Regioni rimarcando la necessità di una maggiore attenzione alle professioni sanitarie non mediche. “In dieci pagine di documento solo 9 righe dedicate ai professionisti sanitari, solo 2 che fanno riferimento ai cambiamenti demografici e ai bisogni della popolazione”.

“La FIALS apprezza lo sforzo fatto dalla Conferenza delle Regioni per le “Proposte riguardanti la carenza di medici specialisti e la valorizzazione delle professioni sanitarie non dirigenziali”, ma prende atto di una serie di deformità di pensiero nella visione della rinascita del nostro SSN”. Così Giuseppe Carbone, Segretario Generale della FIALS, in una lettera al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, dichiarando, inoltre, che il “personale è il vero perno della Sanità su cui investire, oggigiorno non si sente dire altro dai media, nei congressi come pure nei vari tavoli di confronto. Eppure a conti fatti, quando si arriva a qualcosa di concreto, il concetto di valorizzazione di TUTTO il personale ad un tratto sembra perdere il suo fascino agli occhi dei politici e in questo caso dei rappresentanti delle Regioni. In dieci pagine di documento solo 9 righe dedicate ai professionisti sanitari, solo 2 che fanno riferimento ai cambiamenti demografici e ai bisogni della popolazione”.
 
“Non è certamente nostra intenzione – prosegue Carbone – mettere in secondo piano il problema del numero degli specialisti medici in Italia, riteniamo però che il documento sia l’ennesimo sputo sui 250 mila infermieri e su tutti gli altri professionisti della salute che ogni giorno continuano a lottare per offrire un servizio sanitario pubblico, ancora degno di questo nome. Riteniamo sia in atto una vera e propria crociata contro i professionisti sanitari che da anni denunciano gravi carenze di organico. Solo per fare un esempio mancano 53 mila infermieri. In Italia siamo notevolmente al di sotto del numero di infermieri-pazienti rispetto al resto d’Europa, ma a quanto pare questo a nessuno importa”.
 
“Nonostante – evidenzia il leader della Fials – , anche l’OMS nel documento presentato sull’Italia per la 68esima Assemblea Generale, abbia sottolineato che, percentualmente, ci sono molti medici rispetto al numero di abitanti e pochi infermieri rispetto al numero dei medici, il tema della carenza dei professionisti sanitari sembra non suscitare lo stesso fascino agli occhi della politica italiana.
L’Ocse conferma: il numero di infermieri in Italia per mille abitanti è tra i più bassi dei 35 paesi considerati nel nuovo Rapporto Health at a Glance Europe 2018 integrato con la banca dati OECD Health Statistics 2018: 5,6 che pone il nostro paese a sette posti dal peggiore (il Messico con 2,9) e ben lontano dalla media Ocse di 9,4. Al contrario, l’Italia è nona su 35 paesi per il numero di medici ogni mille abitanti e così, la proporzione tra infermieri e medici che dovrebbe essere di tre infermieri ogni medico (nell’Ocse la media è 2,87), si ferma inesorabilmente a 1,4”.
 
“E a preoccupare – rileva – c’è il risvolto di tutto questo, in termini di aumento di rischi per i pazienti e per gli stessi operatori: ogni infermiere dovrebbe assistere al massimo sei pazienti per ridurre del 20% la mortalità, ma attualmente ne assiste in media 11 e nelle Regioni dove la carenza è maggiore si arriva anche a 17”.
 
Ed ancora, Carbone afferma che “si sta scegliendo di abbreviare corsi di laurea, assumere un medico senza specialità, farlo lavorare fino a 70 anni, aumentare il suo orario di lavoro contro ogni norma e logica di sicurezza del lavoratore e del cittadino stesso, piuttosto che rivedere modelli organizzativi oramai obsoleti.  E allora la domanda è: cosa c’è di innovativo nel documento? Di nuovo c’è che, nel tentativo di seguire vecchie logiche medico-centriche, si sta svendendo la formazione medica, mettendo in pericolo i futuri medici e i nostri cittadini che si ritroveranno ad essere curati da medici settantenni o da medici ancora in formazione, che hanno il sacrosanto diritto di usufruire del periodo di studio per imparare e non sperimentare ai danni di loro stessi e dei pazienti. Il cittadino troverà di sicuro i medici, ma seguendo le vostre logiche, di altri professionisti sanitari ne troverà sempre meno. Di infermieri, ostetriche, fisioterapisti, tecnici…ancora pronti a lasciarsi “insultare” da queste scelte politiche, inermi ad una cronica situazione di disagio ne resteranno pochissimi”.
 
“Come pure – rimarca – si denota la totale assenza di interesse per l’assunzione e la valorizzazione di operatori di supporto, assistenti sociali, educatori… anch’essi utili a garantire i LEA su tutto il territorio. E’ palese che, il dramma della carenza attuale e futura dei medici specialisti e delle altre professioni sanitarie, ad iniziare dagli infermieri, abbia un colpevole facilmente individuabile nella programmazione oggettivamente errata del relativo fabbisogno formativo da parte di Stato e Regioni.  Se tutte le proposte contenute nel documento venissero realmente attuate è verosimile il rischio di avere nel prossimo futuro un nuovo eccesso di specialisti, riproducendo gli effetti negativi della pletora medica degli anni ’80”.
 
“E’ doveroso sottolineare anche che già nel titolo – conclude Carbone – è possibile riscontrare l’ennesimo oltraggio a carico delle professioni sanitarie, descritte ancora come “non dirigenti”. Per differenziarle dalla professione medica, continua ad essere usata questa espressione, senza tener conto delle centinaia di professionisti sanitari dirigenti con maggiori responsabilità gestionali-dirigenziali (vere rispetto alla stragrande maggioranza dei dirigenti medici) che perseguono e raggiungono diversi e numerosi obiettivi strategici per il buon funzionamento del SSN”.

30 Settembre 2019

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